Giovedì 07 Maggio 2009

A Busto Arsizio arrestato presidente Pro-Patria calcio

Milano, 7 mag. (Apcom) - E' stato arrestato dai militari della compagnia della Guardia di finanza di Busto Arsizio, il presidente della Pro-Patria calcio Giuseppe Zoppo, che era subentrato nella gestione della società dal luglio del 2008. Le indagini delle fiamme gialle erano iniziate qualche mese fa, su delega della locale procura della Repubblica, nell'imminenza del fallimento della Pro-Patria, in contemporanea ad alcune notizie giornalistiche riguardanti proteste dei giocatori della squadra per il mancato pagamento delle loro retribuzioni, e debiti contratti dalla società, rimasti insoluti. Approfondimenti investigativi, tramite acquisizioni e analisi documentali, accertamenti finanziari e testimonianze da parte di persone informate sui fatti, hanno permesso di delineare un quadro preciso delle "anomalie gestionali", che avevano condotto la società sportiva allo stato di insolvenza, realizzate nel corso dell'ultimo trimestre del 2008. Sono state rilevate condotte fraudolente, addebitabili al presidente Zoppo, attraverso sottrazioni di denaro e risorse finanziarie dalle casse sociali, effettuate senza valide giustificazioni, riguardanti, tra l'altro, i proventi derivanti dagli abbonamenti e dagli incassi delle gare casalinghe e anche somme pagate dagli "sponsor". Il presidente Zoppo, inoltre, si è appropriato indebitamente di: somme della società, per conferimenti relativi all'acquisizione di quote del capitale, prelevate senza valide ragioni dal conto corrente dove erano state depositate o di somme percepite direttamente, per lo stesso motivo, e trattenute in parte consistente, versando solo il residuo nelle casse sociali; fondi da vari conti correnti societari, per finalità esclusivamente personali, di denaro contante o di assegni circolari tratti direttamente a proprio vantaggio ovvero intestati a società ad egli stesso riconducibili. Il presidente era riuscito ad ottenere, da una banca locale, un'apertura di credito in conto corrente per 450mila euro, mediante la garanzia di titoli, ottenuta raggirando una persona (sua ex collaboratrice). Su tale conto, si erano accumulati, successivamente, debiti insoluti per un importo quasi pari al fido ottenuto. Per ritardare la scoperta dello stato di dissesto della società calcistica, e ottenere ancora credito dalle banche, aveva emesso 2 fatture relative ad operazioni inesistenti, complessivamente di 840mila euro, simulando l'esistenza di correlati crediti. L'importo totale delle distrazioni di fondi accertato è di 330mila euro. Sono state accertate anche violazioni tributarie, in capo alla società sportiva, per omessi versamenti di ritenute fiscali per 177mila euro, e a omessi versamenti di Iva per 165mila euro.

Cep

© riproduzione riservata