Mercoledì 28 Gennaio 2009

Alleanza mondiale contro la fame nel mondo

Madrid, 28 gen. (Apcom) - Un progetto di "Alleanza Mondiale per l'agricoltura e la sicurezza alimentare" e un annuncio di aiuti per un miliardo di euro su 5 anni fatto dal premier spagnolo José Luis Zapatero. Si è conclusa così, con pochi risultati concreti di ordine finanziario, la 'riunione di alto livello' tenutasi a Madrid come primo appuntamento per dare un seguito al vertice Fao di Roma dello scorso giugno. Alla riunione hanno partecipato circa un centinaio di paesi, e l'Italia è stata rappresentata dal sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti. Secondo Zapatero alcuni Stati (non meglio precisati) "si sono già impegnati" a versare 5,5 miliardi di dollari, mentre l'Ue 1,3 miliardi di dollari. Cifre però che sembrano riferirsi ad annunci precedenti: a Roma, ad esempio, erano state fatte promesse di aiuti da numerosi paesi e istituzioni, per circa 10 miliardi di dollari. La riunione di Madrid è invece servita per continuare a sviluppare il concetto di 'partenariato' o 'Alleanza globale' per la sicurezza alimentare, lanciato dall'Onu e sostenuto da Francia, Italia Spagna e anche dalla segretaria di Stato americana Hillary Clinton, che ieri ha mandato un messaggio video alle delegazioni. Lo stesso segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon nell'atto finale ha affermato: "Abbiamo bisogno di un coordinamento più efficace...con risorse finanziarie nettamente maggiori". I delegati nella capitale spagnola hanno firmato una "dichiarazione di Madrid" in cui hanno approvato l'impegno a "consultazioni" per stabilire un'"Alleanza globale per l'agricoltura, la sicurezza alimentare e la nutrizione". Questa potrebbe essere lanciata ufficialmente durante un prossimo vertice Fao che potrebbe tenersi a novembre, secondo quanto ha riferito il ministro dell'Agricoltura francese Michel Barnier. L'Italia, ha indicato il sottosegretario Scotti, si è impegnata a sostenere l'idea in sede di G8, di cui esercita la presidenza di turno: "La sosterremo al G8 agricoltura di aprile a Treviso, al G8 sviluppo di maggio a Pescara e al summit di luglio", ha affermato Scotti, sottolineando che "non deve trattarsi di un nuovo organismo o istituzione, bensì di un forte coordinamento". Durante il vertice di Roma lo scorso giugno, i paesi Fao avevano promesso di ridurre della metà entro il 2015 il numero di persone che soffrono la fame: secondo gli esperti servirebbero fra i 25 e i 40 miliardi di dollari all'anno: ieri il direttore generale della Fao Jacques Diouf in un'intervista a 'El Pais', aveva affermato: "Dei 22 miliardi necessari ne sono arrivati solo 2 per aiuti alimentari, non alla produzione: Spagna e Italia sono i paesi che stanno rispettando meglio gli impegni". Nonostante tutto secondo Ambroise Mazal, del Comitato cattolico contro la fame e per lo sviluppo, l'idea dell'Alleanza Globale, che dovrebbe includere anche agenzie Onu e Ong oltre agli Stati, potrebbe essere utile: "Oggi non esiste uno strumento, un luogo che riunisca gli attori dello sviluppo: ci sono Fao e Wto, con posizioni spesso diametralmente opposte, bisogna riunire questi attori, aggiungerci la società civile e costruire un consenso per lottare contro la fame". Ma altri, come Jose Antonio Hernandez, portavoce di Intermon-Oxfam, sono più scettici: "Quello che non ci serve è un altro pezzo di burocrazia, le promesse non hanno mai tolto la fame alla gente".

Cep

© riproduzione riservata