Mercoledì 28 Gennaio 2009

Australian Open, i tennisti contestano i privilegi delle atlete

Melbourne, 28 gen. (Ap-Apcom) - Prima le donne? Certo, ma quando si tratta di giocare sotto i riflettori le convenzioni del galateo andrebbero messe da parte. Il messaggio indirizzato ai vertici dell'Australian Open arriva dai protagonisti del tabellone maschile, contrariati da quella che, ormai, è una routine consolidata. E, in qualche caso, pericolosa: aprire le sessioni serali a Melbourne Park con gli incontri del torneo femminile e, poi, chiudere con un match del singolare maschile. "Se ci deve essere uguaglianza assoluta allora credo che gli uomini ogni tanto debbano giocare il primo incontro serale nei tornei dello Slam, la programmazione deve essere la stessa", ha protestato oggi Andy Roddick, lo statunitense approdato in semifinale grazie al ritiro del serbo Novak Djokovic. Il numero 3 del mondo ha gettato la spugna nei quarti di finale di oggi a causa dei crampi, dovuti a suo dire al sole cocente del pomeriggio e all'ottavo di finale che lo aveva tenuto in campo contro il cipriota Marcos Baghdatis fino alle 2.26 del mattino di lunedì. "Non credo che giocare così tardi possa dare benefici a molti", ha detto il serbo, "dopo quel match sono andato a dormire attorno alle 5.30 e non ho avuto tempo per recuperare". Il match con Baghdatis - che lo scorso anno fece le ore piccole anche con Lleyton Hewitt chiudendo un match addirittura alle 4.34 del mattino - era iniziato tardi a causa del prolungarsi del precedente match del tabellone femminile. "Sarebbe carino cambiare un po' le cose, far iniziare i ragazzi qualche volta alle 19.30", ha detto lo svizzero Roger Federer, ieri volato in semifinale con un terrificante 6-3, 6-0, 6-0 a spese del malcapitato argentino Juan Martin del Potro. "Se come oggi le ragazze vanno per le lunghe", ha aggiunto il fuoriclasse di Basilea, "a noi tocca iniziare alle 22. E' tardi per i tifosi ed è tardi per tutti. Si rischia di ritrovarsi con gli incontri più importanti fino alle 2 del mattino". Quello della programmazione non è l'unico grattacapo per gli organizzatori del major di Melbourne. Le autorità dello stato di Victoria hanno fatto intendere che i 35 gradi registrati oggi potrebbero essere solamente un antipasto: nei prossimi quattro giorni la colonnina di mercurio dovrebbe salire a 40 gradi stabilendo così l'ondata di caldo più lunga delle ultime 50 estati a Melbourne. Nella regione di Melbourne ci si attrezza contro le due minacce principali, gli incendi ed i collassi dovuti a disidratazione. "Oggi le condizioni erano davvero estreme", ha detto Djokovic, che abdicando ha abbassato le quote di una finale Federer-Rafael Nadal: "La sfortuna è stata che oggi mi sono trovato a giocare a metà pomeriggio con molto caldo e questo mi ha condizionato. Avevo chiesto di giocare nella sessione serale, - ha concluso Djokovic in conferenza stampa - ma non sono stato accontentato".

Cep

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