Mercoledì 21 Gennaio 2009

Borsa; Milano la peggiore in Europa, banche miste. Mibtel -1,78%

Milano, 21 gen. (Apcom) - Piazza Affari chiude in rosso anche la terza seduta della settimana, peggior piazza del Vecchio Continente, appesantita dai bancari e dal 'peso' di Eni. Il Mibtel ha perso l'1,78% a 14.103 punti, l'S P Mib l'1,89%. I listini europei sembravano essersi orientati positivamente nel pomeriggio spinti dall'apertura in rialzo di Wall Street ma il successivo andamento incerto dei listini Usa, passati anche in rosso, ha stroncato ogni tentativo di recupero. Tra le blue chip maglia nera Lottomatica, che ha lasciato sul terreno il 6,8%. Vendite sui titoli media, sui timori dell'aggravarsi della crisi economica sul settore: Mediaset -5,4%, L'Espresso -3,2%. La società di ricerche di mercato Nielsen ha reso noto che gli investimenti pubblicitari nel periodo gennaio-novembre 2008 sono scesi del -2,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Più pesante la variazione del solo mese di novembre su novembre 2007, pari a -13,4%. In rosso anche Eni, in ribasso del 2,9%. Contrastate le banche, a picco nelle ultime sedute. Tentano un recupero Banco Popolare (+3,2%), sulle rassicurazioni fornite dall'a.d. Saviotti sullo stato di salute del gruppo ("non ha problemi"), e Bpm (+1,3%). Seduta volatile per Unicredit (-0,6%), che aggiorna i nuovi minimi chiudendo a 1,338 euro. Scambiato l'1,6% del capitale. Forti vendite su Intesa Sanpaolo (-5,2%) e Mps (-3,5%). Sul finale balza Fondiaria-Sai (+4,7%). Fiat ha chiuso in rialzo dello 0,6% all'indomani dell'annuncio dell'alleanza con Chrysler. Forti i volumi, con il 4,1% del capitale passato di mano. Moody's ha fatto sapere che l'accordo non ha alcun impatto sul rating al momento. Sul listino completo, sotto i riflettori Tiscali, che ha chiuso in ribasso dell'8,5% e boom di volumi (6% del capitale scambiato): l'Isp sardo ha comunicato che il nuovo piano industriale, che sarà presentato a breve, prevede un programma di esodi volontari incentivati dei dipendenti italiani per 250 unità e possibili ulteriori razionalizzazioni della forza lavoro.

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