Mercoledì 28 Gennaio 2009

Campania; Napoli, bloccati due baby-rapinatori di 13 e 15 anni

Napoli, 28 gen. (Apcom) - La scuola rappresenta un'inutile perdita di tempo. Si impara di più rimanendo le giornate in strada, magari con l'avallo dei genitori. E' la storia di due minori del popolare quartiere Sanità di Napoli: 13 e 15 anni che sono stati bloccati dalla polizia dopo aver messo `a segno' una rapina ai danni di una donna all'interno del Bosco di Capodimonte. D.P., ha compiuto 13 anni da 4 mesi e il suo aspetto fisico è quello di un bambino che dimostra appena 8-9 anni. La sua indole, però, appare agli agenti che l'hanno bloccato ribelle e vuole essere a tutti i costi un bulletto che tenta di imitare i delinquenti che spesso frequenta nel quartiere dove abita. D.P. rifiuta di andare a scuola, "un'inutile perdita di tempo, per strada si impararono molte più cose", dice, e trascorre le sue mattinate per strada, magari terrorizzando i passanti. Ieri quando è stato fermato era in compagnia di F.F., 15 anni, anche lui assente dalla classe. Insieme avevano rapinato la borsa a una 35enne sotto la minaccia di una pistola che dopo si è rivelata giocattolo. I due giovanissimi avevano studiato il colpo nei minimi dettagli al punto da spendere 2 euro per comprare un pennarello nero e colorare il tappo rosso dell'arma a salve per farla apparire vera. Era da poco trascorso mezzogiorno quando una pattuglia dei Nibbio ha notato una donna che inseguiva dei giovani. Proprio in quel momento la Sala operativa della Questura stava diramando una nota di ricerca in relazione alla stessa rapina facendo arrivare sul posto anche una Volante del commissariato San Carlo Arena. I poliziotti hanno accertato che i giovani, agendo con la tecnica del `branco', accerchiando la loro vittima e minacciandola con una pistola, le avevano portato via la borsa contenente, oltre agli effetti personali, 400 euro. La donna, però, non ha esitato a rincorrere i due minori riuscendo a raggiungerli all'altezza del `Tondo di Capodimonte' dove è sopraggiunta la polizia che li ha bloccati. Il 13enne, che non può essere imputato, è stato affidato ai genitori, mentre il 15enne è stato condotto presso il Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Secondo gli inquirenti, alle spalle dei ragazzini due storie particolari: il più grande ha un padre pregiudicato e il fratello sta scontando una pena agli arresti domiciliari. La madre, avvertita dalla polizia, si è recata in commissariato ma si è limitata a consegnare alcuni indumenti per il ragazzino senza neppure chiedere di salutarlo. Il più piccolo, invece, è figlio di un venditore ambulante che ha riconosciuto come sua la scacciacani, completa di caricatore, utilizzata per compiere la rapina. La finta pistola, ha raccontato l'uomo, era custodita in una cassetta in casa.

Psc

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