Giovedì 29 Gennaio 2009

Crisi economia; Bill Clinton:Spegnere incendio il prima possibile

Roma, 29 gen. (Apcom) - Contro la crisi mondiale la politica deve agire senza indugi, "la casa è in fiamme e dobbiamo spegnere l'incendio il prima possibile", con misure che "abbiano un senso", e soprattutto che facciano capire all'opinione pubblica che le autorità si mobilitano, anche con programmi di medio e lungo termine. E' il messaggio lanciato dall'ex presidente americano Bill Clinton, intervenuto oggi a Davos, in Svizzera, per l'assemblea annuale del World Economic Forum. Ma la crisi chiama in causa anche le imprese, che devono modificare le loro filosofie di sviluppo, e perfino le Organizzazioni non governative: rischiano un crollo delle donazioni e anche loro, avverte Clinton, e si devono ristrutturare. Secondo l'ex capo della Casa Bianca la mobilitazione pubblica è un requisito essenziale per ristabilire quel generale clima di fiducia pesantemente compromesso dalla crisi. Una crisi che secondo Clinton è innanzitutto finanziaria, ma è anche figlia di politiche economiche inadeguate negli anni passati. "C'era in generale troppo ricorso alla leva finanziaria e troppa poca vigilanza, ma bisogna riconoscere - ha proseguito - che dopo la bolla internet del 2001 non c'è stata vera strategia di sviluppo" per una occupazione sostenibile in America. "E' stato tutto basato sulla crescita della finanza, dei consumi e del mercato immobiliare. Gli americani sono cresciuti sulle loro carte di credito". Per questo ha espresso apprezzamento sul piano di rilancio che sta portando avanti il nuovo presidente, Barack Obama, che in larga misura fa leva su un programma di sviluppo infrastrutturale. "Agli imprenditori dico che questa è una crisi della finanza", e che quindi anche per loro le strategie di sviluppo devono ora essere modificate su percorsi più sostenibili e di lungo termine. Poi c'è la situazione degli aiuti ai paesi poveri e in via di sviluppo, e di tutta quella galassia di Ong impegnate su questo fronte. "Sono molto, molto preoccupato dalla possibilità che siccome è stata distrutta così tanta ricchezza verrà meno l'impulso dei ricchi ad aiutare i poveri. Clinton è tra gli esponenti Usa più direttamente impegnati sul fronte delle Ong. "Molti di noi hanno a loro volta perso molti fondi, dobbiamo ristrutturarci anche noi, facciamolo assieme, sfruttiamo le nostre reti". E' però all'insegna dell'ottimismo il messaggio su cui ha voluto chiudere. "Continuiamo a scommettere sul futuro, non dobbiamo essere pessimisti, evitiamo la paura. Non vi arrendete, non scommettete contro l'umanità ma per l'umanità".

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