Venerdì 23 Gennaio 2009

Europee; Ipotesi intesa Pd-Pdl su soglia al 4% scatena 'piccoli'

Roma, 23 gen. (Apcom) - La legge elettorale per le europee potrebbe essere riformata in extremis con l'introduzione di una soglia di sbarramento al 4%, ferme restando le preferenze. Le trattative tra Pd e Pdl sono proseguite, nonostante il no del Pd al sistema misto che fa convivere preferenze e liste bloccate, e l'ultimo contatto avuto ieri tra Dario Franceschini e Donato Bruno avrebbe fatto registrare la possibilità di un accordo. Alla possibile intesa manca ancora il via libera da Silvio Berlusconi, ma i piccoli partiti già protestano contro quello che ritengono un "colpo di mano" dei due partiti più grandi. Il coro di no è assolutamente trasversale e va da 'La Destra' di Teodoro Buontempo e Francesco Storace alla Sinistra democratica di Claudio Fava. Dice Buontempo: "Il bipartitismo, se nasce dal basso come scelta degli elettori, è legittimo e va rispettato. Se, invece, come sta accadendo, il bipartitismo viene imposto da leggi liberticide, che per decreto eliminano partiti che hanno il consenso, siamo di fronte a un totalitarismo strisciante che, se non fermato in tempo, rischia di giungere a un punto di non ritorno". Il no arriva anche dal 'Comitato per la democrazia', che racchiude Ps, Prc, Udeur, Sd, Verdi, Psdi, Pli, Partito d'azione e Comitato dei 101: "Piegare la legge elettorale all`interesse dei due partiti maggiori e soprattutto alla necessità del Pd di porre un freno alla caduta di consenso registrata nel Paese, altro non è che attentare alle regole di una civile convivenza democratica nel rispetto delle idee e delle posizioni di tutti". Ma se il 'no' dei piccoli partiti è trasversale, quello dei potenziali alleati del Pd è accompagnato anche dalla minaccia di 'ritorsioni': rottura con i democratici a tutti i livelli. Claudio Fava parla di "accattonaggio" di Veltroni e avverte: "Se questo accordo del Pd con Berlusconi diventasse realtà, evidentemente le conseguenze politiche nei rapporti del Pd con la sinistra a livello nazionale e negli enti locali sarebbero chiare e nette". Quasi le stesse parole del segretario di Prc Paolo Ferrero: "Vogliamo augurarci che in relazione a una questione di rilevanza generale, com`è quella che riguarda la legge elettorale, non ci siano persone in cerca di sotterfugi come ladri nella notte. Certo è che, quando risultasse vero, Rifondazione comunista ne trarrebbe tutte le conseguenze nel rapporto con il Partito democratico sia sul piano nazionale che locale".

Adm/Luc

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