Mercoledì 28 Gennaio 2009

Europee: verso intesa su legge elettorale, piccoli in rivolta

Roma, 28 gen. (Apcom) - Sembra sbloccarsi la partita della riforma della legge elettorale per le europee e, se non ci saranno sorprese, oggi la vicenda potrebbe definitivamente tornare all'ordine del giorno della Camera. Ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha incontrato tutti i gruppi parlamentari per registrare le posizioni sull'argomento, incontrando una sostanziale disponibilità a procedere ad un ritocco della normativa che introduca uno sbarramento al 4%, mantenendo però le preferenze. Secondo quanto viene riferito, solo l'Udc avrebbe chiesto tempo fino a oggi per sciogliere la riserva, ma il partito di Pier Ferdinando Casini sarebbe intenzionato a dare il via libera all'operazione. Vito ha precisato che il suo lavoro è ovviamente a conoscenza del premier Silvio Berlusconi , oltre che del presidente della Camera Gianfranco Fini e la sottolineatura dovrebbe sciogliere gli ultimi dubbi circa la possibilità di chiudere l'accordo. Anche il Pd si è mosso molto: il vice-segretario Dario Franceschini e il capogruppo alla Camera Antonello Soro, dopo il colloquio con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, avrebbero continuato a tenere contatti con gli altri gruppi parlamentari, incontrando Antonio Di Pietro e Roberto Calderoli e Cota per la Lega. Se il quadro sarà confermato, già alla capigruppo di oggi, come ha spiegato lo stesso Vito, si potrebbe rimettere in agenda la riforma della legge elettorale per le europee. Immediata la reazione dei piccoli partiti, che temono la `tagliola' del 4%: per Prc la riforma è un "inciucio vergognoso e golpista", mentre i Verdi di Grazia Francescato parlano di "attacco al pluralismo". L'associazione `per la sinistra' annuncia un sit-in di protesta per domani e il verde Paolo Cento arriva ad ipotizzare una campagna astensionista in caso di approvazione della riforma.

Cep

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