Mercoledì 28 Gennaio 2009

Fed; Difficile compito con tassi a zero.Oggi l'annuncio del Fomc

New York, 28 gen. (Apcom) - Con i tassi sui fed funds che sono stati tagliati ripetutamente, fino a scendere lo scorso 16 dicembre al minimo storico compreso tra lo 0 e lo 0,25%, cosa potrà fare oggi la Federal Reserve per la ripresa dell'economia Usa? In attesa della decisione che sarà comunicata alle 20.15 dal Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, è questo l'interrogativo che si pongono Wall Street e i mercati azionari di tutto il mondo. Negli ultimi mesi e fino al mese scorso, le aspettative erano state sempre di un nuovo taglio dei tassi, considerata la recessione in atto negli Stati Uniti. Ma lo dicembre la Fed è andata ben oltre le attese, aprendo tra l'altro una nuova fase per la politica monetaria Usa: quella dei tassi a zero. Un intervento reputato necessario, in un momento di crisi finanziaria che ha avuto come precedente solo quello della Grande Depressione. L'annuncio della decisione della Fed è atteso dunque stasera, al termine di una riunione di due giorni iniziata ieri. Indicativo quanto scrive Business Week, unod ei più diffusi settimanali statunitensi, secondo il quale l'esito della riunione sarà "insolito", in quanto il comunicato della Banca centrale americana "di fatto non conterrà alcuna decisione sui tassi di interesse". Lo stesso settimanale americano riporta in un altro articolo anche l'analisi di Goldman Sachs secondo cui i tassi sui fed funds a zero sarebbero addirittura "troppo alti". Il rapporto afferma infatti che affinchè l'economia americana riparta, la Fed dovrebbe tagliare il costo del denaro addirittura al -6% entro la fine del 2010. Una manovra però che la stessa Goldman Sachs giudica impossibile, in quanto è ugualmente impossibile tagliare i tassi di interesse a un livello inferiore allo zero. Dubbio "risolto", insomma: l'unica cosa certa è che il costo del denaro Usa verrà lasciato al livello attuale. Ciò non significa però che la Fed non annuncerà nuove iniziative o non darà indicazioni su quanto il nuovo governo americano di Barack Obama potrebbe dover fare per contrastare la recessione. Il presidente della Fed Ben Bernanke lo scorso 13 gennaio ha sottolineato che una via possibile per uscire dalla crisi potrebbe essere quella di "creare una bad bank", ovvero una banca che si accolli gli asset più rischiosi e "tossici", che continuano ancora a compromettere bilanci di banche e società finanziare. Secondo il Wall Street Journal la Fed potrebbe invece fare un passo indietro rispetto ad alcuni programmi in cantiere, come la fissazione di un target sull'inflazione e la possibilità per la banca centrale di acquistare titoli di stato. E' invece molto probabile che la Fed dia indicazioni su come intende procedere nei piani a sostegno del credito. A tal proposito Bernanke sarebbe contrario a imporre limiti sulla liquidità che la Fed garantisce al mercato, nonostante il timore di alcuni analisti che avvertono che un'eccessiva offerta di moneta potrebbe tradursi in futuro in un aumento dell'inflazione negli Stati Uniti. Stabilire un target, ha precisato infatti il numero uno dell'istituto, "potrebbe avere l'effetto perverso di costringere l'istituto a rendere più severe le condizioni dei suoi prestiti, proprio nel momento in cui peggiora la situazione in cui versano i mercati". L'obiettivo è quello di espandere l'operatività di programmi già esistenti, concepiti per aumentare la disponibilità del credito al consumo: come quello per esempio che sarà operativo a partire dal mese di febbraio, e che punta a mettere a disposizione fino a 200 miliardi di dollari per sostenere l'acquisto di auto, ma anche i prestiti agli studenti e il mercato delle carte di credito. O come quello, già operativo, che vede la Fed acquistare titoli legati al mercato dei mutui e garantiti da Fannie Mae, Freddie Mac e Ginnie Mae, fino a un valore di 500 miliardi di dollari. Non è escluso infine che il Fomc parli apertamente anche dei rischi di deflazione legati al brusco rallentamento dei prezzi.

Lna-Emc

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