Venerdì 23 Gennaio 2009

Firmato l'accordo sui nuovi contratti, ma senza la Cgil

Roma, 23 gen. (Apcom) - E' stato firmato ieri sera l'accordo sul nuovo modello contrattuale. L'intesa non è stata sottoscritta dalla Cgil, mentre Abi, Ania, Legacoperative, Cida e Confedir si riservano di firmare nei prossimi giorni. L'accordo è stato raggiunto su un nuovo documento unico per il lavoro pubblico e privato. L'intesa avrà un carattere sperimentale per la durata di quattro anni. Secondo quanto si legge nel documento, il Governo e le parti sociali "convengono di realizzare, con carattere sperimentale e per la durata di quattro anni, un accordo sulle regole e le procedure della negoziazione e della gestione della contrattazione collettiva, in sostituzione del regime vigente". "Le parti confermano che obiettivo dell'intesa - si legge alla fine del testo - è il rilancio della crescita economica, lo sviluppo occupazionale e l'aumento della produttività, anche attraverso il rafforzamento dell'indicazione condivisa da Governo, imprese e sindacati per una politica di riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese, nell'ambito degli obiettivi e dei vincoli di finanza pubblica". Il nuovo modello contrattuale comune nel settore pubblico e privato ha una durata triennale e conferma l'assetto della contrattazione collettiva su due livelli: quello nazionale e quello di secondo livello. Scompare l'inflazione programmata e arriva un nuovo indice previsionale basato sugli standard europei e depurato dalla componente energetica. Il nuovo assetto, che supera dopo oltre 15 anni il sistema stabilito con gli accordi del luglio '93, punta a semplificare e ridurre il numero dei contratti nazionali nei diversi comparti. Per il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, il nuovo accordo sulla riforma del modello contrattuale sostituisce integralmente l'accordo del 23 luglio del 1993. "C'è stata la sottoscrizione da parte di quasi tutte le organizzazioni partecipanti al tavolo: l'accordo quadro - ha detto - ha riformato il modello di contrattazione quale fu a suo tempo l'accordo del 23 luglio del '93 che viene sostituito integralmente". Anche per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia si tratta di "una firma storica". "Era dal 1993 - ha spiegato - che non c'era l'accordo di tutte queste sigle. Ci sono 25 sigle che hanno firmato: c'è tutto il mondo dell'impresa, c'è tutto il sindacato tranne la Cgil", ha aggiunto, sottolineando il dispiacere per la mancata firma di Epifani. "Abbiamo fatto di tutto ma alla fine siamo anche convinti che serve coraggio, bisogna andare avanti e fare quelle riforme che servono al paese", ha detto. Il governo "ha forzato verso un accordo che sapeva non avrebbe avuto il consenso della Cgil", è la severa critica del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che non ha firmato il nuovo modello contrattuale. "E' stato presentato un testo - ha detto - integrato con il pubblico impiego, un testo immodificabile. E' stato un prendere o lasciare".

Kat

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