Giovedì 29 Gennaio 2009

Francia; Oggi il paese si ferma per lo sciopero generale

Chateauroux, 27 gen. (Apcom) - Si annuncia massiccia in Francia l'adesione alla giornata di sciopero generale di oggi dove sono previsti anche cortei in tutte le principali città del paese. Le dieci sigle sindacali all'origine della mobilitazione reclamano "misure urgenti a favore dell'occupazione e dei salari". I settori più colpiti saranno l'Istruzione e i Trasporti. Scioperi sono previsti anche alla Posta, a France Telecom, presso le emittenti radiotelevisive pubbliche, negli aeroporti e nei tribunali, ma anche in settori abitualmente meno coinvolti come le banche e le piccole e medie imprese. Il 70% dei voli in partenza e in arrivo dagli aeroporti francesi sarà annullato a causa dello sciopero. Secondo due sondaggi pubblicati nei giorni scorsi il 69% dei francesi è favorevole alla mobilitazione (sondaggio Csa), il 75% la trova giustificata (sondaggio Ifop). Comunque vada l'agitazione, il presidente francese Sarkozy ha già anticipato la sua intenzione di non rinunicare al programma di riforme che sta avviando. In una democrazia, aveva detto, è normale che la gente protesti, è normale che vi siano dei dibattiti", ha dichiarato il capo dell'Eliseo in trasferta a Chateauroux due giorni fa. "Capisco le vostre difficoltà, capisco i problemi del potere d'acquisto, delle pensioni, della scuola. Ma devo vedere tutto questo con sangue freddo, con calma, riflettere, non decidere in funzione di quello che c'è scritto sul giornale o di quello che dice chi grida più forte", ha aggiunto il presidente. "Sono stato eletto per guidare un Paese di 65 milioni di abitanti e voglio fare in modo che si esca dalla crisi più forti di quando vi siamo entrati", ha proseguito. Le preoccupazioni, l'angoscia per alcuni, le sofferenze per altri, le capisco, ma non posso fermare le riforme", ha insistito il capo dello Stato al termine di una visita alla Pga Electronic. Il capo dello Stato ha infine difeso "la priorità all'investimento accordata" dal suo piano di rilancio di 26 miliardi di euro, sostenendo che i precedenti esempi di rilancio attraverso il consumo non erano "serviti a niente".

VGP

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