Venerdì 23 Gennaio 2009

Giovani e politica, quasi nulla la fiducia nelle istituzioni

Roma, 23 gen. (Apcom) - Poca o scarsa fiducia nel Parlamento (compreso quello Europeo), nel governo, nelle banche, nella magistratura e nei partiti. Nessuna fiducia nella possibilità che l'Unione Europea possa svolgere un ruolo efficace sulla crisi economica, addirittura solo uno su cinque è al corrente che i paesi che fanno parte dell'UE sono attualmente 27. È un rapporto a tinte fosche quello sulla partecipazione dei giovani italiani (16-35 anni) alle elezioni politiche europee e, in generale, alla vita politica italiana. Lo studio, commissionato dal Ministero della Gioventù (1.000 interviste telefoniche lo scorso novembre) e presentato oggi a Roma, svela che il 38% dei giovani italiani va "saltuariamente" o "mai" a votare (il 57% regolarmente), in particolare perchè non interessa votare (44%), non si crede nella politica (42%) o non si crede nella democrazia (14%). Alle elezioni europee i giovani di solito votano lo stesso partito scelto alle tornate nazionali (68%), a volte cambiano schieramento (21%), poche volte (11%) cambiano partito ma non schieramento. Note dolenti per le istituzioni italiane. Dovendo rispondere con un voto da 1 a 10 (minima o massima fiducia), i giovani hanno riservato un 7.9 alle associazioni di volontariato, un 7.3 ai carabinieri, un 6.4 alla polizia, un 4.2 al governo, un 4 alla magistratura, un 3.7 al Parlamento (3.3 a quello europeo), un 2.6 alle banche e addirittura un 1.9 ai partiti. A livello europeo, poi, l'86% degli intervistati ritiene che l'Ue svolga "poco" o "per niente" un ruolo efficace sulla crisi economica mondiale e l'80% che finora per i giovani l'Unione europea abbia fatto "poco" o "nulla". D'altra parte solo uno su cinque (19%) è a conoscenza che, attualmente, i paesi dell'Ue sono 27, perchè il 55% è rimasto a 25, il 24% pensa che siano 15 e il 2% ritiene siano solo 9. Infine, per i giovani italiani l'Ue dovrebbe creare opportunità di lavoro per i giovani europei (32%), favorire le iniziative di imprenditorialità giovanile (30%), favorire un miglior sistema di formazione e di studi universitari e post universitari (27%), favorire la possibilità di viaggiare e gli interscambi tra i giovani di diversi paesi (11%). "La scarsa credibilità delle istituzioni italiane ed europee peri giovani è una questione annosa: c'è un attenzione non irrilevante, come è comprensibile, alle associazioni del terzo settore, una discreta anche se non sufficiente credibilità nei confronti delle forze dell'ordine e c'è una scarsissima fiducia nelle istituzioni", ha commentato il ministro della Gioventù Giorgia Meloni. "Nelle istituzioni nazionali dipende dalla capacità che avremo di offrire delle risposte, in quelle europee la percezione che ci è arrivata sul loro ruolo è una visione molto burocratica: su questo abbiamo la grande responsabilità di far vedere alle giovani generazioni l'Europa non solo come un insieme di interessi e regole, ma come un insieme di storie. Ma sta anche alle istituzioni europee - ha concluso - rendersi più umane e meno burocratiche".

Sav

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