Mercoledì 28 Gennaio 2009

Il Governo lavora ad aiuti per il settore automobilistico

Roma, 28 gen. (Apcom) - Governo al lavoro per dare un sostegno al settore auto e trovare le risorse che potrebbero essere destinate all'industria automobilistica su cui lunedì l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha lanciato l'allarme su 60mila posti di lavoro a rischio. Il governo che, in vista dell'incontro di oggi pomeriggio a palazzo Chigi con le categorie del settore e i sindacati, ha visto ieri sera l'ad di Fiat Sergio Marchionne, intende muoversi nell'ambito del quadro tracciato da Bruxelles e di concerto con gli altri paesi. Tuttavia, a quanto si apprende, all'interno dell'esecutivo sembrano prevalere posizioni distanti fra via Venti Settembre e Via Veneto. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, insiste sull'opportunità di affrontare subito la situazione e stanziare 250-300 milioni per gli incentivi alla rottamazione, che rispetto alla versione del governo Prodi, sia più vincolata all'efficienza energetica. Al contrario, il responsabile dell'Economia, Giulio Tremonti, si fa ancora una volta guardiano dei conti e sostiene che non ci sono risorse a disposizione. Il ministro dell'Economia pensa piuttosto a misure 'verdi' di incentivi che non prevedono esborsi di denaro. Resta adesso da capire quale delle due posizioni prevarrà. Al momento, soprattutto dopo le richieste del settore e dello stesso Marchionne, l'ago della bilancia propende di più per il ritorno della rottamazione. Un'operazione che darebbe continuità anche a quanto già esistente fino allo scorso dicembre. Una cosa è certa. Non sarà adottato nessun provvedimento non in linea con il quadro europeo. La Ue prevede quattro linee di intervento: cooperazione su ricerca e sviluppo; garanzie sul credito, acquisto da parte di enti e istituzioni di un parco auto 'verdi' e incentivi al sostegno della domanda (la rottamazione). Per quanto riguarda ricerca e sviluppo, l'Italia ha già previsto interventi nel bando di gara Industria 2015 che potrebbero essere reiterati. Sulle garanzie al credito, invece, si potrebbero estendere alle case automobilistiche e ai concessionari le garanzie già previste dal decreto anticrisi per le Pmi. Si potrebbero poi incentivare gli enti locali ad acquistare auto verdi e, infine, appunto, potrebbero tornare gli incentivi alla rottamazione auto, ma con maggiori vincoli ad esempio sul livello di emissioni. La rottamazione, secondo alcune simulazioni, potrebbe costare da un minimo di 250 milioni se realizzata sul sistema disegnato dal governo Prodi fino a un miliardo a seconda di come viene modulato l'intervento. L'ultima versione della rottamazione prevedeva uno sconto di 700 euro e l'esenzione dal pagamento del bollo per un anno per chi sostituiva un'auto Euro 0, Euro 1 e Euro 2 (immatricolate fino al 1997) con una nuova Euro 4 o Euro 5. Tra le ipotesi sul tappeto, si parla anche di interventi per facilitare il ricorso al finanziamento degli acquisti di automobili a rate. Tuttavia, al momento, l'unico dato certo sono i 180 milioni giù stanziati dal piano Industria 2015 del ministero dello Sviluppo economico per i progetti di mobilità sostenibile. Questi attiveranno 500 milioni di investimenti in 22 progetti realizzati da consorzi che comprendono complessivamente 250 imprese e 100 centri di ricerca.

Cep

© riproduzione riservata