Lunedì 11 Maggio 2009

Immigrati; Bossi rivendica: Premier segue nostre idee. Pd attacca

Roma, 11 mag. (Apcom) - Il tema immigrazione domina il dibattito politico ed innanzitutto è la Lega a far sentire la sua voce, dopo che ieri il presidente del Consiglio ha detto di no ad una "Italia multietnica". E' Umberto Bossi a tornare sull'argomento e il leader leghista ci tiene a sottolineare che è merito del Carroccio se tutto il centrodestra adesso è impegnato su questo fronte: "Stiamo facendo proseliti, le nostre idee camminano perché hanno gambe". E mentre il Governo comunica il rimpatrio di altri 240 clandestini, dall'opposizione arrivano le dure critiche del segretario del Pd Dario Franceschini, secondo il quale il tema immigrazione viene strumentalizzato per "coprire le imbarazzanti vicende personali del premier" e la crisi economica: "Un modo abbastanza disgustoso di fare campagna elettorale", dice Franceschini. E anche la Cei incalza con monsignor Crociata che sottolinea: "La società interculturale c'è già". Anche se poi precisa che "tutto deve essere inserito in un rigoroso rispetto della legalità, necessaria garanzia per l'integrazione". La Lega, comunque, sembra non volere cedere ad altri il 'merito' della stretta sugli immigrati. Oltre a Bossi, è anche Maroni a farsi sentire: "Non darei la tessera della Lega a Berlusconi, anche se molte delle battaglie della Lega adesso cominciano ad essere le sue battaglie". E il ministro dell'Interno è anche più esplicito, parlando delle frasi pronunciate ieri dal premier: "Questo è un bene perché l'autorevolezza è quella del presidente del Consiglio". Aggiungendo: "Mi rendo conto che quando noi diciamo certe cose siamo 'beceri razzisti', quando le dice qualcun altro, questo assume la dignità di una cosa di cui si può discutere". La sensazione è che il tema immigrazione stia diventando un terreno per farsi concorrenza all'interno della stessa maggioranza. L'opposizione, dal canto suo, coglie l'occasione per attaccare il governo, anche se nel Pd ci sono accenti diversi. Se Franceschini parla di "orrenda" e "disgustosa strumentalizzazione" del tema immigrati, Piero Fassino torna a ripetere che il respingimento dei barconi non è affatto scandaloso: "Abbiamo il dovere di posizioni credibili e trasparenti", dice l'ex segretario Ds. "Il respingimento alle frontiere è un mezzo previsto dagli accordi internazionali". Anche Franceschini, in realtà, riconosce che il rimpatrio è un'opzione, ma il segretario democratico mette l'accento sulla necessità di garantire il diritto d'asilo e, soprattutto, calca la mano nella polemica col Governo. Da sinistra, infine, Paolo Ferrero parla di un governo "cinico e razzista" che usa l'immigrazione per "nascondere la crisi economica". Adm

MAZ

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