Giovedì 29 Gennaio 2009

Inverno freddo, ma i ghiacciai alpini arretrano da 10 anni

Roma, 29 gen. (Apcom) - Inverno molto freddo quello che stiamo vivendo, ma non per i ghiacciai alpini, dato che il loro spessore e la loro superficie continua a ridursi. E non ci sono segni di rallentamento della contrazione da almeno dieci anni. Lo afferma uno studio dell'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del CNR (Irpi-Cnr) che contraddice l'affermazione del Centro ricerche sul clima artico dell'università dell'Illinois secondo cui gran parte dei ghiacciai artici sono tornati ai livelli del 1979. Ma qual' è la reale situazione dei nostri ghiacciai alpini? Si è parlato di `segnali di rallentamento' del loro arretramento, prendendo come riferimento gli anni passati e, soprattutto, il 2003, anno particolarmente caldo, durante il quale si è registrato un assottigliamento fino a -2,5 metri. L'abbondante caduta di neve e le temperature rigide fra dicembre 2008 e l'inizio del 2009 certamente sono una manna per i ghiacciai, bisognerà tuttavia attendere i mesi e gli anni prossimi per azzardare qualche previsione ottimistica", precisa Giovanni Mortasa, Irpi-Cnr di Torino e coordinatore delle Campagne nelle Alpi Occidentali (Piemonte-Valle d'Aosta) per conto del Comitato Glaciologico Italiano. "La stagione estiva 2008 - continua Mortasa - è stata generalmente poco favorevole alla `salute' dei ghiacciai, pur senza raggiungere i livelli del 2007 e degli anni precedenti. Solo due ghiacciai hanno denotato un progresso rispetto al 2007, a fronte di un panorama negativo in cui spiccano i ghiacciai del Gran Paradiso con un ritiro medio di -10 metri, e alcuni del Monte Bianco con arretramenti fino a -45 metri". Dall'analisi dei dati raccolti, studiando circa 90 ghiacciai delle Alpi Occidentali, emerge che risultano negativi i `bilanci di massa' dei ghiacciai e che quasi tutti i fronti, presentano riduzioni di spessore e di superficie. "I bilanci di massa", precisa Mortara, "sono il miglior termometro per accertare lo stato di salute dei ghiacciai e nel 2008 si registrano perdite di acqua equivalente e quindi diminuzioni di spessore, variabili da 0,80 metri a 1,50 metri". Tra agosto e la vigilia di Natale 2008 si sono inoltre verificate frane di crollo di notevoli dimensioni nei gruppi del Monte Bianco e del Gran Paradiso a quote superiori a 3.000 m. "Alla luce di questo quadro", conclude il ricercatore dell'Irpi-Cnr, "almeno per le Alpi Occidentali, non ci sono elementi per sostenere la tesi del rallentamento della contrazione dei ghiacciai, che prosegue in modo significativo quanto meno da una decina di anni".

Cep

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