Domenica 01 Febbraio 2009

Lazio,immigrato bruciato,è gravissimo;investigatori:raid razzista

Roma, 1 feb. (Apcom) - Ha detto il suo nome mentre le fiamme ancora gli avvolgevano le gambe. Le indagini sull'immigrato picchiato e bruciato all'interno della sala d'aspetto della stazione di Nettuno partono dalle 4 di stamane. Pochi minuti dopo che il 112 ha ricevuto una chiamata anonima, i carabinieri della pattuglia in servizio nella cittadina del Litorale laziale sono accorsi sul posto. Gli investigatori stanno ora verificando le generalità dell'immigrato. Gli accertamenti di fatto partono da questi pochi elementi. L'uomo stava dormendo su una panchina. All'interno dello scalo ferroviario locale non c'erano altre persone. Secondo quanto si è appreso non ci sarebbero immagini da telecamere a circuito chiuso utilizzabili nella zona. L'immigrato, che ha detto di essere nato nel '74, è stato prima portato all'ospedale di Anzio e poi a Roma, al centro grandi ustionati del Sant'Eugenio. "Le sue condizioni sono molto gravi", si spiega. E poi: "Se avesse conosciuto gli aggressori avrebbe avuto modo di dirlo". I militari lavorano in stretto coordinamento con la procura di Velletri. Chi ha aggredito, e poi picchiato e dato fuoco all'immigrato indiano a Nettuno "ha agito in modo premeditato". Ne sono convinti i carabinieri della compagnia di Anzio, che indagano sull'episodio. Le due persone che hanno agito hanno portato con loro il liquido infiammabile, poi usato. "Hanno agito con calma - si spiega - forse la loro fuga era assicurata da qualche palo". I militari, così come i magistrati della Procura di Velletri, al momento comunque lasciano aperte tutte le ipotesi, anche se ribadiscono: "C'è una sicura matrice xenofoba e di premeditazione. Per avere la conferma certa bisogna però attendere di individuare i responsabili".

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