Venerdì 30 Gennaio 2009

Mafia; Operazione 'Pozzo' nel messinese, 32 persone coinvolte

Palermo, 30 gen. (Apcom) - Sono complessivamente 32 le persone coinvolte nell'operazione 'Pozzo' del Ros dei carabinieri di Messina, che ha portato in cella 12 presunti esponenti della mafia di Barcellona Pozzo di Gotto. A tutti gli indagati vengono contestati i reati di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, detenzione e porto abusivo di armi, usura, spendita di moneta falsa. L'inchiesta era partita nel 2007 come prosecuzione delle indagini che negli anni precedenti avevano già colpito numerosi esponenti delle famiglie di Cosa Nostra di Mistretta e Barcellona Pozzo di Gotto, nonché dei gruppi mafiosi dei cosiddetti 'Batanesi' e 'Mazzarroti', attivi rispettivamente a Tortorici e Mazzarrà Sant'Andrea. Secondo i carabinieri a capo dell'organizzazione sgominata oggi c'era Carmelo D'Amico che aveva preso il posto di Giuseppe Gullotti e Salvatore Di Salvo, condannati nell'ambito del processo Mare Nostrum. L'inchiesta ha consentito di accertare l'interesse dell'organizzazione per i lavori pubblici in corso di realizzazione nella fascia tirrenica della provincia, attraverso l'imposizione nei contratti di subappalto e forniture di materiali da parte di imprese controllate, anche mediante la consumazione di attentati intimidatori nei confronti di imprenditori concorrenti. Altro rilevante settore d'interesse dell'organizzazione si è rivelato, secondo i carabinieri, quello connesso al controllo degli stabilimenti balneari e dei locali notturni presenti nell'area milazzese, funzionale alla gestione del gioco d'azzardo, nonché di attività usuraria nei confronti dei giocatori maggiormente gravati dai debiti di gioco. In tale ambito, le attività di riscontro hanno consentito il deferimento in stato di libertà di 35 soggetti per concorso in gioco d'azzardo, mentre nel corso di alcune perquisizioni nei confronti di altri indagati sono state sequestrate banconote contraffate per oltre 5mila euro. Secondo i carabinieri, inoltre, l'organizzazione criminale avrebbe offerto sostegno all'ex-sindaco di Santa Lucia del Mela, Santo Pandolfo, destinatario di un avviso di garanzia in occasione delle consultazioni amministrative del 2002. L'amministrazione avrebbe ricambiato con l'approvazione della sanatoria di un fabbricato abusivo di proprietà di un esponente di vertice della famiglia ed il rilascio di una concessione per gestirvi un esercizio pubblico. Sono state infine accertate le minacce degli esponenti di vertice della famiglia barcellonese nei confronti dei familiari di un collaboratore di giustizia, finalizzate a dissuaderlo dal rendere ulteriori dichiarazioni. Secondo i carabinieri l'operazione 'Pozzo' costituisce "l'ennesimo intervento nei confronti di uno dei sodalizi criminali più qualificati della Cosa Nostra messinese, concorrendo a ripristinare le essenziali condizioni di legalità e di libero mercato in importanti settori dell'economia dell'area tirrenica".

Cas

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