Domenica 01 Febbraio 2009

Sciopero anti-italiani, avviati colloqui per risolvere la crisi

Roma, 1 feb. (Apcom) - Sono iniziati ieri i colloqui tra sindacati e datori di lavoro per porre fine allo sciopero dei dipendenti della raffineria Lindsey Oil, nel nord del Lincolnshire. Le trattative si svolgono con la mediazione dell'Acas (Advisory conciliation and arbitration service), un organismo indipendente che offre servizi di arbitrato nelle controversie di lavoro, e sono seguite da vicino dal governo britannico. Intanto proseguono le manifestazioni in sostegno dei lavoratori della raffineria, che protestano contro la decisione della compagnia petrolifera Total, che gestisce la struttura, di scegliere l'impresa italiana Irem per la costruzione di un nuovo impianto nella raffineria: un appalto da 220 milioni di euro con l'impiego di operai italiani e portoghesi. La Irem Spa è un gruppo di Siracusa attivo nel settore delle costruzioni e montaggi meccanici, con filiali in Francia, Belgio, Svizzera, Spagna, Libia e Azerbaigian. La protesta si è diffusa a macchia d'olio un po' in tutto il Regno Unito, dalla Scozia al Galles, dall'Inghilterra al Nord Irlanda (come alla centrale di Fiddlers Ferry nel Cheshire, e la centrale di Kilroot, ad Antrim) malgrado le rassicurazioni della Total secondo cui non ci saranno licenziamenti "diretti" e il personale impiegato dalla Irem sarà pagato esattamente come altri lavoratori sul sito (non si tratterebbe quindi di risparmiare sul costo della forza lavoro). Rassicurazioni che non sono bastate per placare la rabbia dei lavoratori che da quattro giorni vanno ripetendo lo slogan utilizzato dal premier inglese Gordon Brown all'alba del suo insediamento a Downing Street: "Lavori inglesi per lavoratori inglesi" e che hanno conquistato le prime pagine di tutti i principali quotidiani. Il governo ha chiesto all'Acas di occuparsi della controversia all'origine della protesta, mentre i sindacati di categoria vogliono che il premier Gordon Brown incontri i rappresentanti delle industrie del settore. Si dice "amareggiato" e "addolorato" Mario Saraceno, amministratore unico della Irem spa, la società siciliana presa di mira dalle proteste anti-italiane dei lavoratori britannici di una raffineria nel Lincolnshire. Sono amareggiato perché vedo il lavoro di tanta gente messo in dubbio, vedo un atteggiamento che non risponde allo spirito dell'Europa e che non risponde alle esigenze del mondo, che è quello di consentire la libera circolazione di idee, di forze, di energie, quindi non c'è dubbio che la cosa ci preoccupa e ci addolora", ha detto Saraceno ieri sera al Tg1, aggiungendo che in ogni caso non getterà "mai" la spugna.

Cep

© riproduzione riservata