Venerdì 23 Gennaio 2009

Terrorismo; Jihad egiziana a Bin Laden: dichiari tregua con Usa

Roma, 23 gen. (Apcom) - Una tregua unilaterale di 120 giorni con gli Stati Uniti per dare tempo al nuovo presidente Usa Barack Obama di trasformare in fatti il "nuovo corso" che ha annunciato di voler percorrere con il mondo islamico ed anche per avere già dato ordine di chiudere il carcere di Guantanamo. E' quanto la Jihad islamica egiziana chiede ai "Fratelli" lo sceicco Osama Bin Laden e il medico Ayemen al Zawahiri in un "appello urgente" pubblicato sul sito web dello stesso gruppo fondamentalista islamico Jaama Islamiya (Congrega islamica) che nell'ottobre 1981 rivendico l'assassinio del ex presidente egiziano Anwar Sadat. L'appello pubblicato oggi che ha già fatto il giro dei siti fondamentalisti islamici è firmato dallo Sheikh Issam Darbalah, esponente del gruppo che vuole ripristinare "il califfato islamico". Nella sua lettera, Darballah, rivolgendosi a Bin Laden e al Zawahiri, scrive di essere "spinto dall'amore e la passione che ci divide per il bene dell'Islam e dell'umanità". "Obama, nel suo discorso d'insediamento come presidente dell'America - recita il testo - rivolgendosi al mondo islamico ha detto: 'noi abbiamo bisogno di un nuovo corso", "egli - spiega - chiede quindi di percorrere un nuovo cammino lontano dalla strada cieca percorsa dal folle Bush". Elencando le frasi salienti del discorso presidenziale riguardanti "il reciproco rispetto" con l'Islam; "il ritiro dall'Iraq"; "la pace in Afghanistan", l'esponente fondamentalista rivolgendosi ai destinatari del suo appello mette in guardia dal rifiutare in modo aprioristico questa "mano tesa all'Islam" da Obama. Anche nella convinzione che le scelte di Obama sarebbero dettate dalla grave crisi finanziaria e dalla necessità della nuova amministrazione democratica di uscire dal 'pantano' iracheno e afgano, i jihaddisti egiziani sono convinti della 'convenienza' della loro scelta: "perchè non è detto che un eventuale crollo dell'impero Usa" possa favorire necessariamente la nascita del califfato islamico. Un califfato che potrebbe avere speranze di rinascita se solo si offrisse una tregua unilaterale di 120 giorni "a partire dalla data dell'insediamento": "Cosa c'è di male - prosegue il testo - se al Qaida annuncia a sua volta: anche noi tendiamo la mano della pace? Una pace basata sugli 'interessi reciproci'; che raelizzi l'indipendenza dell'Iraq e dell'Afghanistan"; "che realizzi le speranze dei nostri popoli di vivere all'ombra di un governo islamico"; "che realizzi la liberazione dei nostri ostaggi con in cima il fratello Omar Abdul Rahman"; "che realizzi l'abbandono della cieca politica pro-Israele".

Fth

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