Al sindacato la «guerra delle bandiere» Condannato il Comune di Fara d’Adda

Al sindacato la «guerra delle bandiere»
Condannato il Comune di Fara d’Adda

Alla fine, la «guerra delle bandiere» l’ha vinta il sindacato. Il giudice del lavoro ha infatti condannato il comune di Fara Gera d’Adda per comportamento antisindacale e intimato il pagamento del salario di produttività dal febbraio 2017 con i relativi interessi.

Una vertenza lunga più di un anno, che ha visto il suo apice non tanto nel riconoscimento da parte dell’amministrazione di quanto dovuto per contratto ai dipendenti, quanto nella denuncia del Sindaco contro l’esposizione delle bandiere sindacali sulla facciata del comune. «Una vicenda controversa – ricorda Mario Gatti, segretario generale di CISL FP Bergamo - che, dopo la firma del contratto per la distribuzione del salario aziendale per l’anno 2016 (siamo alle porte del 2018 e non si è ancora aperta la discussione per il 2017) tra l’Amministrazione comunale, RSU, FP CGIL e CISL FP, avvenuta il 29 dicembre 2016, ha visto il comportamento inadempiente della parte pubblica. Nonostante i nostri continui e il continuo alternarsi di segretari che decidevano di incaricare l’ennesima società esterna per la revisione dei fondi destinati al salario 2016».

Si tratta, in pratica, di 60.000€ da saldare per una ventina di dipendenti: all’incirca 3000 € annuali a testa, lordi, riconosciuti dalla contrattazione. Questo inutile scontro con i dipendenti ha dei costi che saranno a carico del bilancio del Comune e dunque dei cittadini di Fara (3700 euro di avvocato e 1900 euro più iva e contributo forfettario a titolo di spese a seguito della condanna del Giudice del Lavoro). Perché spendere risorse ed energie quando sindacati e dipendenti sono sempre pronti al confronto costruttivo?

La sentenza rappresenta un importante risultato per i lavoratori dipendenti del Comune di Fara Gera D’Adda che nel frattempo non hanno mai smesso di garantire, pur in grande difficoltà, il servizio ai cittadini.

Rimane un Comune con gravi difficoltà organizzative che si ripercuotono fortemente sul clima lavorativo e, soprattutto, pare sulla garanzia del buon andamento di una pubblica amministrazione. Ora - conclude Gatti - sollecitiamo un incontro con l’amministrazione sul salario accessorio del 2017 (anno ormai trascorso) sul quale già incombe l’ipotesi di un taglio considerevole (30.000 € pari al 50% ) delle risorse a seguito di un ricalcolo fatto fare dall’amministrazione ad una società esterna al costo di più di cinquemila euro, ovviamente pagata con i soldi dei cittadini. Potremo sederci a ragionare serenamente con l’amministrazione comunale oppure i lavoratori dovranno nuovamente scontrarsi per vedere riconosciuti i propri diritti? Chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione di ricondurci al più corretto ambito delle relazioni, chiudendo la vicenda per quanto espresso dal Giudice e ripartire nell’interesse dei lavoratori e della comunità».

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