«Anche a Bergamo raid al peperoncino E i ragazzini entrano con documenti falsi»

«Anche a Bergamo raid al peperoncino
E i ragazzini entrano con documenti falsi»

Le piste da ballo bergamasche – pur senza casi eclatanti – non sono state risparmiate dai raid al peperoncino, solitamente opera di piccoli borseggiatori: spruzzano, arraffano borsette, collanine o orologi, e si dileguano.

È un fenomeno relativamente recente: ce ne sono stati, negli ultimi due-tre anni, al Setai di Orio, al Bolgia di Osio Sopra, al Costez di Telgate, solo per fare qualche esempio. Per fortuna, tutti senza particolari conseguenze: impianti di ricambio d’aria in funzione e uscite di sicurezza a norma hanno evitato danni.

Ma la tragedia accaduta in provincia di Ancona solleva dibattito attorno alla sicurezza nei locali da ballo e anche a Bergamo le forze dell’ordine annunciano controlli a tappeto per verificare il rispetto delle capienze e delle norme antincendio.

Molto complesso il tema del rispetto delle capienze: si contano in genere in base a quanti biglietti o tessere vengono staccati a serata, ma il viavai in entrata e uscita che caratterizza una serata non consente calcoli estremamente precisi. In tema di accessi, da registrare c’è il fenomeno dei minorenni. La legge dà libero accesso agli over 16, ma alcuni talvolta riescono a entrare in discoteca anche alle serate in teoria «vietate» agli under 18.


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