Fuggiti per amore e bloccati a Romano
Ora vanno verso l’estradizione in Svizzera

Il detenuto scappato da un carcere svizzero e la guardia innamorata di lui si erano rifugiati nel «grattacielo» di via Duca d’Aosta. Ora li aspetta la giustizia elvetica.

«I miei assistiti hanno dichiarato di non aver opposto resistenza all’arresto, se non quella dettata dallo spavento che si può facilmente comprendere se si pensa a due persone che nel sonno vengono sorprese da quaranta carabinieri determinati a portarli in carcere». Parole dell’avvocato Mario Campagna, che assiste il detenuto svizzero evaso dal carcere di Zurigo nella notte fra l’8 e il 9 febbraio e la guardia penitenziaria, innamorata di lui, che lo aveva aiutato nella folle fuga, interrotta con il blitz e l’arresto nell’appartamento al settimo piano del «grattacielo» di via Duca d’Aosta a Romano di Lombardia, dove i due avevano trovato rifugio.

Hassan Kiko,27 anni, siriano di origine (ma cittadino svizzero) nei guai con la giustizia elvetica per abusi sessuali e sequestro di persona, e la poliziotta Angela Magdici, 32, cittadinanza svizzera ma origini romene, sono comparsi davanti al presidente della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Brescia, Giulio Deantoni, per l’avvio delle procedure di estradizione. «Hanno prestato il consenso al ritorno in Svizzera», ha spiegato il loro legale. Avrebbero potuto opporsi (si sarebbe pronunciata la Corte d’Appello) ma con il loro sì il rientro in Svizzera dovrebbe essere più rapido: questione di alcuni giorni, che trascorreranno, in attesa, nel carcere di via Gleno, a Bergamo, dove si trovano rinchiusi da venerdì scorso. «Hanno deciso di collaborare con le autorità svizzere che avevano emesso il mandato di cattura – ha aggiunto il legale – perché hanno compreso bene cosa hanno fatto».

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