«Mi diede subito grandissimo coraggio» Addio a Isabel, morta a soli 25 giorni
I genitori di Isabel con la piccola bara bianca, al termine del funerale della loro secondogenita Isabel

«Mi diede subito grandissimo coraggio»
Addio a Isabel, morta a soli 25 giorni

A Comun Nuovo l’addio alla bimba morta 25 giorni dopo essere nata. Il ricordo del papà: «Mi ha dato una grande forza». Il parroco: «La riuscita di una vita non dipende dalla sua durata».

«Quando ho stretto Isabel fra le mie braccia dopo che era appena nata, tutte le domande che mi ero posto appena saputo del suo arrivo, come “Riuscirò?”, “Sarò all’altezza?”, sono diventate affermazioni, perché lei era subito riuscita a darmi una grandissima forza, un grandissimo coraggio: mi dicevo che avrei affrontato qualsiasi cosa per questa bambina».

Sono queste le parole con cui, giovedì 24 settembre, Christian Napoleoni ha ricordato dal pulpito della chiesa parrocchiale di Comun Nuovo, il momento della nascita di sua figlia Isabel, morta il 9 settembre all’ospedale Papa Giovanni XXIII dopo appena 25 giorni.

Sono molte le persone che giovedì 24 settembre (nel rispetto delle norme di distanziamento anti contagio) hanno voluto partecipare alle esequie della piccolina per dirle addio. La notizia della sua morte, le cui cause sono ancora in fase di accertamento (si attendono i risultati dell’autopsia eseguita lunedì), ha fortemente colpito tutta la comunità di Comun Nuovo che si è così stretta intorno alla famiglia della bambina, composta da papà Christian, mamma Sara Ferraris e dalla sorellina Katrin. Proprio la mamma ieri, in chiesa, non poteva trattenersi dal guardare la piccola bara bianca di sua figlia, abbellita da fiori rosa, posta davanti all’altare dove il parroco don Claudio Brena ha celebrato il funerale: «La piccola Isabel è qui di fronte a Dio perché la accolga» ha affermato durante la sua omelia il sacerdote che poi ha evidenziato quanto sia difficile parlare ai funerali, «figuriamoci a quello di una bambina che ha vissuto appena 25 giorni».

Tempo e riuscita

Ma la riuscita di una vita, ha poi spiegato il parroco, «non dipende dalla sua durata. Isabel in poco tempo è stata capace di un gesto di carità: è riuscita a farsi amare dai suoi famigliari e da Dio a cui stanno a cuore i piccoli che sono i primi nel regno dei cieli. Non chiediamo al Signore perché ce l’ha tolta, ma ringraziamolo perché lei è venuta a beneficiarci della sua presenza facendoci riflettere tutti quanti sul valore della vita. Isabel, ora sappiamo che sei nella gioia: da lì – ha aggiunto – sostieni i tuoi famigliari che stanno soffrendo e proteggi tutti noi».

Al termine del funerale è toccato al padre della bambina parlare. E dal pulpito, dopo aver ricordato il momento gioioso della nascita della figlia, è riuscito ad affrontare anche quello tragico della morte, usando però parole di forza e speranza che hanno commosso tutti i presenti: «Successo poi quello che è successo – ha raccontato Christian Napoleoni – mi trovavo in auto e stavo aspettando Sara. Il cielo era nuvoloso. A un certo punto, però, se ne è aperto un pezzettino ed ho visto una stella. Mi piace pensare che quella stella fosse Isabel che, dopo essere salita in cielo, mi stava guardando. Allora guardandola a mia volta le ho detto: “Arrivederci piccolina mia, un giorno torneremo a stare insieme e nessuno ci dividerà più”»


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