Picchia la moglie davanti ai Carabinieri Ghisalba, in arresto camionista di 54 anni

Picchia la moglie davanti ai Carabinieri
Ghisalba, in arresto camionista di 54 anni

La donna subiva da tempo violenze psicologiche e fisiche: l’ultimo episodio ieri davanti ai Carabinieri di Treviglio.

I Carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno arrestato martedì 17 luglio in flagranza di reato a Ghisalba un 54enne italiano, di professione autotrasportato, incensurato, dopo che lo stesso, per l’ennesima volta aveva aggredito la moglie convivente. Da tempo l’uomo, secondo il racconto della donna, aveva assunto atteggiamenti violenti contro la consorte, sia sotto il profilo psicologico che fisico. Facendo a volte anche abuso di bevande alcoliche, il 54enne, soprattutto nell’ultimo periodo, aveva creato un vero e proprio stato di assoggettamento e paura ai danni della moglie, determinando in alcuni casi anche l’intervento dei Carabinieri.

Sino a questo momento, però, per timore ma anche con la speranza che l’uomo cambiasse atteggiamento, non erano mai state denunciate le varie situazioni di violenza e frustrazione che la 46enne era stata costretta in silenzio a subire. Soltanto alcuni anni fa era stata presentata una querela da parte della vittima, subito dopo però ritirata. Ieri, però, esausta ha chiamato il «112», facendo quindi intervenire i Carabinieri a casa sua. Anche davanti ai militari l’uomo avrebbe comunque continuato a ingiuriare, minacciare e anche percuotere la moglie, al punto tale da dover essere ammanettato, avendo difatti aggredito i Carabinieri responsabili, a suo dire, di essersi «intromessi in fatti che non li riguardavano». Un militare riporterà 5 giorni di prognosi, come anche la 46enne in conseguenza delle contusioni riportate.

È stato necessario infatti l’intervento sia della pattuglia dei Carabinieri di Romano di Lombardia e del Nucleo Radiomobile di Treviglio per bloccare l’uomo. Inevitabile quindi l’arresto del maltrattante, che è stato così ristretto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Treviglio. L’ipotesi accusatoria è maltrattamenti in famiglia aggravati, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. In mattinata ci sarà la relativa udienza di convalida con il rito per direttissima davanti al Tribunale di Bergamo.

Ancora una volta è fondamentale ribadire l’importanza di denunciare sempre qualsiasi episodio di violenza, soprattutto quando lo stesso deriva da dinamiche familiari od in generale da contesti relazionali. Attivare immediatamente i Carabinieri e, conseguentemente, gli strumenti giudiziari a disposizione della Magistratura è difatti un elemento imprescindibile per contrastare qualsivoglia forma criminosa potenzialmente degenerabile anche in rischiose conseguenze per l’incolumità delle vittime. Nei casi di emergenza, il numero di pronto intervento «112» rappresenta nello specifico una prima importante risposta a tale condizione di pericolo.

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