Vescovo Scarpellini: arriva la salma
Mercoledì 5 i funerali a Verdellino

Martedì 4 agosto, nel pomeriggio, è previsto l’arrivo nella parrocchia nativa di Verdellino. I funerali saranno celebrati dal vescovo Beschi.

L’arrivo della salma del vescovo Eugenio Scarpellini nella parrocchia nativa di Verdellino è previsto per martedì 4 agosto verso le 15,30. Inizialmente l’ingresso era previsto lunedì sera, ma è slittato di un giorno per il completamento delle procedure doganali. I funerali si terranno mercoledì alle 18 nel campo dell’oratorio del paese e saranno presieduti dal vescovo Francesco Beschi. Monsignor Scarpellini era vescovo di El Alto, vasta diocesi in Bolivia nei pressi della capitale La Paz, dal 2013 e in precedenza ne era stato ausiliare per tre anni. Positivo al coronavirus, il 15 luglio scorso si era recato per un controllo cardiaco nell’ospedale del Sacro Cuore a El Alto, ma purtroppo è stato stroncato da un attacco al cuore mentre lo stavano soccorrendo. Una Messa in sua memoria e suffragio (a porte chiuse a causa della pandemia) era stata celebrata nella Cattedrale di El Alto, presieduta dal vescovo ausiliare di La Paz Aurelio Pesoa, mentre l’omelia, in videomessaggio, era stata affidata all’arcivescovo di Santa Cruz Sergio Gualberti, nativo di Clusone, che ne aveva ricordato l’impegno apostolico e sociale. Alla Messa era intervenuto anche Ivan Arias, ministro delle Opere pubbliche, per portare il cordoglio e la stima del governo nazionale.

Ancora diffuso il cordoglio per la sua scomparsa sia nella diocesi di Bergamo, sia in Bolivia, dove il vescovo Scarpellini era in prima fila nella Conferenza episcopale boliviana, ma anche a livello nazionale, essendo membro della Commissione che dialoga fra le opposte fazioni politiche dopo il periodo assai turbolento, con violenze, soprusi e vendette, seguito alle elezioni presidenziali, accusate di brogli, che avevano portato all’elezione per un terzo mandato del contestato presidente Evo Morales, poi riparato all’estero. Dalla data della sua morte, il sito della diocesi di El Alto e quello personale del vescovo Scarpellini sono stati letteralmente inondati da testimonianze di affetto, ricordi, preghiere e suffragio.

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