Aggressione di Rimini, parla il sengalese «Eroe? No,felice di aver fatto un bel gesto»
I carabinieri sul luogo dell’aggressione a Rimini

Aggressione di Rimini, parla il sengalese
«Eroe? No,felice di aver fatto un bel gesto»

Intervistato dal Resto del Carlino, il senegalese residente a Bergamo racconta come ha salvato da una violenza sessuale due turiste a Rimini.

Grazia Buscaglia sul Resto del Carlino ha intervistato il senegalese residente a Bergamo che ha salvato due sorelle tedesche da un’aggressione sessuale la scorsa notte a Rimini. Si chiama Ndiga Thiello, ha trent’anni da sedici in Italia con regolare permesso di soggiorno e vive a Casazza dove ha lavorato come tornitore meccanico.

Thiello dice di essere stato a Rimini perchè in vacanza a trovare un cugino e che domenica era andato al mare e si era trattenuto fino a tardi in spiaggia, quando ha visto le due ragazze tedesche importunate da un uomo (un romeno che ha precedenti per palpeggiamento e una denuncia a piede libero). Quando quelle attenzioni sono andate oltre il limite del rispetto, è intervenuto urlando di lasciare andare le ragazze e poi lo ha inseguito afferrandolo per la maglietta e chiamando i carabinieri dopo che l’aggressore aveva già preso per un braccio una ragazza e dato un calcio ad un’altra.

Alla domanda se non ha avuto paura, Thiello ha risposto che di no, «quando ho visto le ragazze aggredite, ho pensato che avrebbero potuto esserci le mie sorelle. Mia madre mi ha insegnato il rispetto: le donne non si toccano. Mai. In quel momento no, la vita di quelle ragazze veniva prima di tutto, io sono cresciuto con questi valori. Oggi sono molto felice per quello che ho fatto: ho salvato due ragazze. Andava fatto, è stato giusto così. Col senno di poi, ho capito che ho rischiato, ma lo rifarei mille volte».

Non si sente un’eroe dice Thiello: «mi sento me stesso, felice di aver fatto un bel gesto» e ora spera di trovare un lavoro stabile per aiutare la sua famiglia visto che da qualche tempo è disoccupato.


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