«Aumentano gli incidenti su due ruote» Le zone più pericolose per le bici - Mappa

«Aumentano gli incidenti su due ruote»
Le zone più pericolose per le bici - Mappa

Dopo la morte di Amarilli Elena Corti, travolta in via Tre Armi la notte di Natale, ci si interroga sulla sicurezza di chi percorre le strade di Bergamo in bicicletta. Ecco la mappa delle zone più pericolose per le due ruote.

«Cresce il numero dei ciclisti nelle nostre città ma crescono, purtroppo, gli incidenti che li coinvolgono. Il grave incidente mortale che ha coinvolto la ventiduenne ripropone con forza il tema della sicurezza stradale per i ciclisti»: è quanto dichiara Legambiente Lombardia, per voce del proprio responsabile trasporti Dario Balotta, dopo la morte di Amarilli Elena Corti la notte di Natale in via Tre Armi.

Un intervento che non entra nel merito dell’incidente costato la vita alla ventiduenne di via Moroni, anche perché la dinamica del sinistro e l’accertamento delle eventuali responsabilità sono ancora oggetto delle indagini avviate dalla polizia stradale di Bergamo, intervenuta sul posto per i rilievi. Il conducente della Citroen Cactus che ha investito la ragazza in sella alla sua bicicletta, D. M. di 41 anni di Bergamo, risultato negativo all’alcoltest, è stato denunciato per omicidio stradale. Il sostituto procuratore Carmen Santoro affiderà a un consulente l’incarico di eseguire una perizia cinematica per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Quel che è certo è che via Tre Armi è una strada a doppio senso di marcia, anche se la carreggiata è piuttosto stretta per la fisionomia stessa della via, che passa sotto le Mura di Città Alta. Il limite di velocità è quello urbano, ovvero di 50 chilometri orari. La nota di Legambiente parte dal drammatico episodio per evidenziare, più in generale, i vantaggi e le problematiche di una città «a misura di bicicletta».

«Una consistente presenza dei ciclisti sulle vie cittadine innalza il livello di sicurezza generale dei pedalatori – spiega Balotta –: al contrario, dove i ciclisti sono poco numerosi, le possibilità di incidente tra bici e automezzi aumenta esponenzialmente. Paradossalmente molti incidenti si verificano anche quando il ciclista è ben visibile: sul rettilineo, in pieno giorno, nella stessa direzione di marcia. Insomma: anche nelle condizioni ipoteticamente ideali per avere una buona visibilità secondo gli esperti chi pedala non è facilmente percepibile al conducente e lo scontro è dietro l’angolo».

Attraverso gli open data pubblicati da L’Eco di Bergamo è possibile ricostruire la mappa delle zone più pericolose della città per chi va in bicicletta. In questa infografica trovate tutti gli incidenti che hanno coinvolto ciclisti dal 2002 al 2016. In rosso gli incidenti mortali.

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