Bossetti, oggi nuova udienza chiave
Risponderà alle domande della Corte

Caso Yara, mercoledì 16 marzo si torna in aula per il processo a carico di Massimo Bossetti. Questa volta l’imputato sarà sentito dalla Corte che lo deve giudicare.

Le domande non sono finite per Massimo Bossetti e quelle in programma per lui questa mattina sono le più importanti: verranno infatti dalla Corte che lo deve giudicare, presieduta dal giudice Antonella Bertoja (a latere Ilaria Sanesi e sei giudici popolari). Le domande verranno formulate dalla presidente, ma potranno provenire da chiunque fra i giurati, quindi anche dai giudici popolari: anche per questo l’udienza di oggi comincerà leggermente in ritardo (verso le 10), per consentire alla Corte un ultimo confronto interno. Per una volta le domande saranno quasi più interessanti delle risposte, perché potranno lasciar trasparire, se non un orientamento della Corte, quantomeno un suo specifico interesse ad approfondire questo o quell’aspetto dell’istruttoria. Sarà la terza udienza dedicata all’esame dell’imputato, accusato dell’omicidio di Yara.

È prevedibile tuttavia che le domande della Corte copriranno solo una parte del tempo a disposizione. Perciò, a seguire, inizieranno a essere sentiti i testimoni citati dalla difesa di Bossetti. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, in sede di ammissione delle prove, avevano presentato una lista mastodontica di testimoni a difesa (700 nomi) ma appare scontato che l’elenco verrà sfrondato, sulla base del criterio della rilevanza e in base all’istruttoria già compiuta nelle precedenti udienze. Fra le persone che dovrebbero comparire oggi in aula figura Dominic Salsarola, archeologo forense che si occupò, in équipe con la professoressa Cristina Cattaneo, delle operazioni di recupero della salma di Yara sul campo di Chignolo d’Isola e dei prelievi di terreno necessari per le analisi di laboratorio.

Salsarola è un nome assai noto nel settore: già in campo nel caso delle Bestie di Satana, è stato recentemente incaricato anche nelle ricerche dell’arma del delitto di Lidia Macchi, a Varese. Dovrebbe testimoniare anche Vincenzo Scavongelli, di Rosignano (Livorno) uno dei conduttori dei cani “Human Blood detection dog” che vennero impiegati nelle ricerche di Yara.Così come dovrebbe testimoniare anche Giovanni Terzi, che aveva fornito uno dei computer alla famiglia Bossetti, e Vincenzo Coppola, produttore di tessuti che vengono montati anche sui sedili degli autocarri Iveco (Bossetti utilizzava un Iveco Daily). Ci sarà anche un minorenne: all’epoca dei fatti aveva 12 anni e frequentava il centro sportivo. Disse alla polizia di aver visto una ragazzina fuori dal centro sportivo, con un disegno di Hello Kitty sul giubbotto, la sera della scomparsa di Yara. Dettagli e orari non combaciavano, quindi la sua testimonianza, dopo essere stata vagliata dagli inquirenti, venne accantonata.

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