«Capovilla, protagonista della storia» Stasera Messa con il vescovo Beschi
Il cardinale Loris Capovilla con il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi

«Capovilla, protagonista della storia»
Stasera Messa con il vescovo Beschi

Il ricordo del vescovo Francesco Beschi, tra i primi insieme al sindaco Giorgio Gori, a rendere omaggio al feretro del cardinale nella mattinata di venerdì 27 maggio. Alle 20,30 monsignor Beschi presiederà una Messa di suffragio nella parrocchia di Sotto il Monte Giovanni XXIII.

La morte del cardinal Capovilla suscita il cordoglio affettuoso di una moltitudine che lo ha conosciuto nel corso della sua lunga ed intensa esistenza e nel dispiegarsi di un ministero connotato dalla sua personalità, dalla sua fede e dalla relazione speciale con il Santo Papa Giovanni. In questi decenni aveva scelto di porre la sua dimora nella Diocesi di Bergamo, a Sotto il Monte, presso l’abitazione tanto cara al Santo Papa, accudito con affetto e premura dalle Suore delle Poverelle e da persone amiche che lo hanno accompagnato fino al termine dei suoi giorni terreni. La sua presenza tra noi e il legame del tutto particolare con la nostra Diocesi alimentano un corale sentimento di partecipazione alla sua morte e di riconoscenza per la sua vita del quale mi faccio interprete, quasi voce dell’intera Chiesa bergamasca.

Ho conosciuto il cardinale a partire dalla mia venuta a Bergamo: ricordo il primo incontro nel suo studio a Camaitino che si prolungò al punto da far scendere la notte e il buio senza che ce ne accorgessimo. Raccoglievo dalle sue parole chiare e appassionate, una lunga storia in cui emergeva la figura del Papa e l’evento del Concilio: una persona e un evento che suscitavano in me sentimenti profondi e mi rendevano consapevole del grande dono di venire dalla Diocesi di Paolo VI e di esser chiamato a servire la Chiesa di Papa Giovanni, i Papi del Concilio. Negli incontri che hanno scandito questi anni, nei momenti intensi degli anniversari, della Canonizzazione del Papa e della elevazione alla porpora cardinalizia di monsignor Capovilla, ho raccolto l’intensità di una testimonianza, in cui non mi era difficile riconoscere l’evidente orientamento all’identificazione del testimone con la testimonianza che rendeva. Tutti coloro che lo hanno avvicinato e hanno coltivato il rapporto che lui offriva, sono raccoglitori viventi dei suoi ricordi: insieme con loro, anch’io ho raccolto questi, ma non solo. Si tratta del suo spirito, della sua intelligenza, della sua fede: se il legame con il Papa può apparire la cifra per interpretare la sua lunga vicenda, non deve farci dimenticare lo spessore della personalità originale del cardinale Capovilla. L’impronta più forte di questi incontri, per quanto mi riguarda, non è rappresentata dalla memoria vivente che lui è stato e dall’inesauribile raccolta di ricordi che distribuiva ai suoi interlocutori, neppure dalle penetranti e originali analisi e osservazioni sul mondo e la Chiesa contemporanea, ma è caratterizzata dal suo spirito, dalla sua fede, dalle esigenze evangeliche che con limpidezza e forza ha testimoniato con la sua parola e con la sua vita.

Ora quell’«aurora» che tanto amava ed evocava è diventata per lui il giorno definitivo, il giorno dell’incontro, il giorno dello splendore della vita. Il cordoglio, la preghiera, la riconoscenza dell’intera Diocesi di Bergamo, si unisce a quella delle Chiese e della Chiesa universale e ai sentimenti delle donne e uomini di buona volontà che hanno raccolto la sua speranza.


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