Coronavirus: salgono a 4 i casi a Bergamo C’è anche un 35enne di Seriate
L’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

Coronavirus: salgono a 4 i casi a Bergamo
C’è anche un 35enne di Seriate

Salgono a quattro i casi di bergamaschi risultati positivi al primo test sul coronavirus. Ricoverati all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Riaperto l’ospedale e il Pronto soccorso di Alzano.

Salgono a quattro i casi di bergamaschi risultati positivi al primo test sul coronavirus in Bergamasca: è questo l’ultimo aggiornamento della serata di domenica 23 febbraio sulla situazione nella nostra provincia. I pazienti sono tutti ricoverati all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Si tratta di un uomo di 83 anni di Bergamo, di due uomini provenienti dall’ospedale di Alzano Lombardo e residenti a Villa di Serio (un 84enne) e Nembro (un 65enne), e infine di un 35enne di Seriate.

Sempre all’ospedale Papa Giovanni XXIII è ricoverata anche una famiglia di Soresina (in provincia di Cremona) che si trovava in Trentino per una vacanza. La famiglia risiedeva in un appartamento: i tre hanno accusato febbre tra i 37 e i 38 gradi e i test hanno rivelato la positività al virus. Si è in attesa delle contro analisi dello Spallanzani. I tre sono stati trasferiti al Papa Giovanni nel pomeriggio.

Ha riaperto in serata il Pronto soccorso e l’ospedale di Alzano lombardo chiusi nel pomeriggio di domenica 23 febbraio.

L’ospedale Papa Giovanni di Bergamo invece avverte i pazienti che hanno appuntamenti per visite, esami, ricoveri. «I pazienti residenti nella zona di Codogno e comuni limitrofi con visite, esami e ricoveri programmati nelle prossime due settimane all’ASST Papa Giovanni XXIII saranno contattati e gli appuntamenti riprogrammati. Tutti gli altri pazienti con visite ambulatoriali o day hospital programmati sono invitati a presentarsi regolarmente o a disdire per tempo attraverso i consueti canali (http://www.asst-pg23.it/section/1882/Disdici_prenotazioni) nell’impossibilità di presentarsi. I pazienti con interventi chirurgici programmati non urgenti potrebbero essere contattati per rinviare l’intervento per la necessità di garantire posti letto. Ci scusiamo per il disagio e vi chiediamo di NON chiamare il centralino o il reparto. Sarà il nostro personale, nel caso, a contattarvi».

Un’altra emergenza è stata individuata su un paziente che, il 14 febbraio, era a cena nella Bergamasca. Lo dichiara in Facebook lo stesso ristorante dove l’uomo era ospite: si tratta del Ristorante Pizzeria Da Cecca di Spino al Brembo, frazione di Zogno.

«Domenica mattina abbiamo saputo che un cliente che era stato da noi il 14 febbraio si è ammalato di coronavirus: l’uomo è della zona di Lodi» ha spiegato il titolare che in Fb informa: «I clienti verranno contattati dall’azienda sanitaria territoriale: solo i clienti che erano a cena da noi la sera di San Valentino. Saranno contattati per prevenzione e non c’è nessun contagio nel nostro staff - dichiara il ristorante -. Su suggerimento dell’Ats abbiamo deciso di restare chiusi fino a martedì 25 febbraio per preservare i clienti dato che quel giorno scade il periodo di incubazione».

Attenzione intanto alle fake news come quella circolata su un caso di coronavirus a Stezzano firmata dal sindaco Simone Tangorra. «Sta girando sulle chat di WhatsApp una NOTIZIA FALSA con tanto di firma del Sindaco che parla di un contagiato su Stezzano. È UNA BUFALA di cattivo gusto, indagheremo su chi l’ha realizzata e messa in rete, procederemo per procurato allarme. Seguite i canali ufficiali del Comune per rimanere aggiornati sugli sviluppi in provincia e regione. DIFFIDATE da chi spaccia notizie false per creare inutili allarmismi. Il Sindaco si trova ora in riunione con ATS per seguire da vicino la questione. La Giunta comunale».

Tra le fake news circolate nel pomeriggio anche una che riguarda L’Eco di Bergamo circolata sui social di un presunto caso a Lallio.

Un’informazione di servizio importante per tutta la cittadinanza. Al fine di non far «collassare» il numero unico emergenze 112 è stato istituito il numero verde 800 894545 dove risponde L’Unità di Crisi di Regione Lombardia che può dare indicazioni e risposte in merito all’emergenza coronavirus .


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