Covid, in aumento i «bimbi Kawasaki»
Lo studio del Papa Giovanni su «Lancet»

Almeno 100 bambini nel solo stato di New York ne sono stati colpiti negli ultimi mesi con tre decessi, ed anche in Italia il numero dei casi segnalati sembra essere in crescita.

Continua a far discutere la rara e pericolosa sindrome infiammatoria che può colpire le arterie del cuore simile alla Malattia di Kawasaki, che si pensa possa essere collegata al virus SarsCov2. I primi dati italiani del fenomeno sono stati segnalati dai pediatri dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, il cui studio è stato pubblicato mercoledì 13 maggio sulla rivista «Lancet»: i casi, affermano, sono aumentati di 30 volte e ne sono stati registrati 10 solo negli ultimi due mesi.

Il fenomeno è stato segnalato anche in Spagna, Svizzera, Gran Bretagna e Francia, ed il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo ha definito la situazione «molto inquietante». E se il legame con il nuovo coronavirus accende il dibattito, una conferma in tale direzione pare arrivare dallo studio dei pediatri bergamaschi: secondo il report, il SarsCov2 potrebbe essere connesso a questa sindrome. Lo studio è basato sulla descrizione di 10 casi osservati da febbraio ad aprile, di cui 8 positivi al virus, e si evidenzia appunto un aumento di ben 30 volte dei casi. Mentre sono state infatti 19 le diagnosi in quell’area in 5 anni fino a metà febbraio (cioè meno di 4 l’anno), ci sono stati ben 10 casi tra il 18 febbraio e il 20 Aprile. Inoltre, rispetto alla casistica dei 5 anni precedenti, i 10 casi sono risultati in media più gravi, con più complicanze a livello cardiaco e anche l’età media dei pazienti è diversa dal consueto.

Gli autori affermano quindi che i loro risultati rappresentano una associazione tra l’epidemia di SarsCov2 e una condizione infiammatoria simile alla malattia di Kawasaki nella provincia di Bergamo. Precisano che si tratta di una condizione “simile» alla sindrome di Kawasaki perché i sintomi sono differenti e più gravi rispetto alla patologia come conosciuta finora. Il «nostro studio - afferma l’autore principale, Lorenzo D’Antiga - fornisce la prima chiara evidenza di un legame tra l’infezione da SarsCov2 e questa condizione infiammatoria».

Invita tuttavia ad evitare allarmismi Alberto Villani, membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) e presidente della Società italiana di pediatria, secondo il quale il collegamento alla Malattia di Kawasaki rischia di essere fuorviante: «Una cosa è la Malattia di Kawasaki, che è una sindrome rara studiata da anni e che presenta precise caratteristiche, altra cosa - afferma all’ANSA - è questa sindrome iper infiammatoria acuta che si sta ora osservando e che potrebbe avere un collegamento con il SarsCov2. Sono due condizioni diverse».

Fondamentale ora sarà approfondire gli studi: «Come Società italiana di pediatria e insieme all’Istituto superiore di sanità - conclude l’esperto - stiamo verificando i casi verificatisi in Italia».

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