Dalla spesa per i nonni ai genitori separati «Posso uscire dal paese?» - Tutti i casi

Dalla spesa per i nonni ai genitori separati
«Posso uscire dal paese?» - Tutti i casi

È vietato lasciare il Comune dove ci si trova: la «necessità» ora è sostituita dall’«assoluta urgenza». Se il proprio borgo non ha un negozio, è lecito allontanarsi, ma solo fino al più vicino. Le compere non tutti i giorni.

L’imperativo categorico è e resta unico: si deve restare in casa. E l’ordinanza congiunta diramata ieri pomeriggio dai ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Interno Luciana Lamorgese non fa altro che ribadirlo, alzando ulteriormente l’asticella dei divieti. Il documento – formato da soli due articoli – da ieri vieta infatti di allontanarsi dal Comune dove ci si trova, con mezzi propri o pubblici, salvo per «comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute». Frase riportata pari pari anche nel decreto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte diffuso ieri sera e nel quale si aggiunge che non è più consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

Di fronte a questo rigore, a molti bergamaschi ieri sono venuti dubbi e in tanto hanno anche scritto al nostro giornale chiedendo se la tal situazione rientra o meno tra le eccezioni. La Prefettura di Bergamo, che abbiamo interpellato, è a sua volta in attesa di delucidazioni concrete: le specifiche sui comportamenti che rientrano nelle eccezioni dovrebbero arrivare oggi dal Viminale.

Nel frattempo cerchiamo di dare qualche risposta ai dubbi (leciti) dei nostri lettori. In linea di massima – è ormai chiaro – è sempre meglio non uscire mai di casa. Rispetto all’autocertificazione già in uso dall’inizio del periodo di «contenimento» e che resta in vigore e che, dunque, va sempre portata con sé o compilata in caso di controlli, la variazione più evidente riguarda la dicitura «situazioni di necessità», che viene sostituita con i più rigorosi «comprovati motivi di assoluta urgenza». Dunque, molti bergamaschi si sono chiesti: se ho un familiare anziano e che vive in un paese diverso, ma al quale fino a oggi ho sempre portato la spesa perché impossibilitato a uscire, barrando la casella della «necessità», posso ancora andare a portargliela? Risposta: sì, perché rientra in un situazione di urgenza. È chiaro che ciò non deve accadere tutti i giorni: è sufficiente una spesa complessiva per più giorni possibili. Stessa risposta a chi deve portare farmaci a parenti anziani. Che sono i soggetti più a rischio Covid-19 ed è sempre bene non incontrarli e lasciare spesa e medicine sulla porta.

Qualcun altro ha chiesto se ci si può spostare da un Comune all’altro per visite mediche. Risposta: sì, se sono urgenti . Altra domanda: se il mio paese non ha un negozio di alimentari, posso uscire dai confini per fare la spesa. Riposta: ovviamente sì, a patto che ci si rechi nel Comune più vicino dotato di negozio e non a decine di chilometri. Posso andare a prendere il pane nel Comune accanto perché lo fanno più buono? No. Tema delicato: i genitori separati. Se un papà o una mamma devono andare a prendere il figlio dall’ex coniuge possono? Sì, a patto che non avvenga con frequenza sospetta e che sia giustificato da un provvedimenti del tribunale.

E comunque il consiglio è sempre di spiegare ogni situazione al poliziotto o al carabiniere dell’eventuale controllo: sono lì per aiutare, non per mettere i bastoni tra le ruote. A patto che non si cerchi di fare i furbi, anche perché non è proprio il periodo.


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