«Frana alla Fara, tamponai l’emergenza
Via la terra? Rischiava di crollare tutto»

È un Pierluca Locatelli a tutto tondo quello che lunedì mattina davanti al giudice Gaetano Buonfrate ha deposto in relazione al processo che lo vede imputato per la presunta discarica abusiva nell’area del cantiere del parcheggio della Fara e in altre due aree a Carvico e Villa d’Adda.

«Io quel materiale lo avrei spostato anche il giorno dopo averlo messo lì, se qualcuno me lo avesse chiesto e se avessi potuto, visto che non è mio: mi hanno prima arrestato, poi mi hanno impedito di accedere ai miei uffici, non potevo dare ordini, mi hanno messo per strada 400 dipendenti. Non capisco proprio perché sia io nel mirino, quando sono altri che mi hanno impedito di portare via il materiale».

«Quando c’è stata la frana ci siamo trovati in emergenza – racconta in aula –, è stata una riunione convocata a velocità stratosferica quella a cui ho partecipato insieme ai tecnici, al Comune e a Bergamo Parcheggi: c’era la possibilità che franasse parte delle Mura antiche, insieme alla Rocca, per non parlare delle case sottostanti». Serviva una soluzione rapida ed efficace in sostanza: «Lavoravamo in condizioni di rischio per tamponare la frana. Poi si è parlato di mettere materiale a bloccarla: servivano 20 mila metri cubi».

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