#GiovanniXXIII: la carezza  in Mondovisione

#GiovanniXXIII: la carezza
in Mondovisione

Le immagini televisive del celebre «Discorso della Luna» pronunciato da Papa Roncalli alla vigilia dell’apertura del Concilio nacquero per caso. Lo racconta Claudio Speranza, operatore video della Rai, che è stato l’autore di quelle sequenze così poetiche rimaste impresse nella memoria collettiva.

Una grande statua bianca di Giovanni XXIII conclude il percorso spirituale nel Giardino della Pace a Sotto il Monte. L’opera simboleggia l’abbraccio della Chiesa ai propri figli ricordando la carezza ai bambini evocata dal Papa bergamasco durante il «Discorso della Luna». Nella puntata odierna del nostro Web Doc torniamo a parlare di quell’episodio. E lo facciamo con Claudio Speranza, il cameraman che ha realizzato materialmente le immagini dell’evento per il TG1.

Il caso
Quell’inquadratura nacque in modo casuale. Speranza spiega che il Papa fece riferimento alla luna proprio mentre lui aveva messo a fuoco l’astro che illuminava il cielo sopra la Basilica di San Pietro. Accortasi della combinazione, la regia mandò in onda quelle immagini conferendo all’evento una poetica impareggiabile. Una ricompensa meritata anche per l’impegno messo in campo per la copertura dell’evento. Speranza racconta che il TG1 mobilitò ben sei telecamere, un assetto mai visto prima di allora per nessun tipo di manifestazione.

In mondovisione live
Il Discorso della Luna è stato uno di primi eventi italiani trasmessi in diretta in mondovisione via satellite. Non fu il primo caso del genere, ma fu certamente il più straordinario esempio di comunicazione interattiva e immediata di tutti i tempi. Il Papa parlò a braccio. E si rivolse contemporaneamente alle migliaia di persone presenti in Piazza San Pietro così come ai milioni di spettatori collegati attraverso la rete di emittenti televisive in tutto il mondo. Parole semplici e autentiche capaci di annullare qualsiasi distanza.

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