Guida in stato d’ebbrezza
Condannato Del Grosso

Tredici mesi all’ex terzino dell’Atalanta che si schiantò all’alba del 14 dicembre 2015. La Difesa: «Va annullata».

Un anno e un mese per guida in stato di ebbrezza e 4.500 euro di ammenda per il frontale con l’albero in via Giulio Cesare, a due passi dallo stadio, alle 5,50 del 14 dicembre 2015. Le conseguenze dell’incidente per Cristiano Del Grosso, ex terzino dell’Atalanta allora in prestito al Bari (oggi al Pescara), furono gravi: fratture al setto nasale, alle costole, a tre vertebre cervicali, due ore e 20 minuti d’intervento chirurgico al Papa Giovanni, 90 giorni di prognosi. Poi i risultati delle analisi del sangue: tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi al litro, tre volte tanto il consentito.

Mercoledì 10 aprile Del Grosso è stato condannato per guida in stato di ebbrezza dal giudice Gaetano Buonfrate, ma l’avvocato difensore Federico Pedersoli promette battaglia in appello. «La sentenza si fonda su un atto inutilizzabile, la richiesta di prelievo ematico fatta dalla Pg, un atto irripetibile, prima che Del Grosso arrivasse in ospedale», spiega il legale. «Quando entra al Papa Giovanni il giocatore è vigile, lo dichiara lui stesso a processo, ma non gli viene notificata la facoltà di rifiutare di sottoporsi al test e di nominare un legale di fiducia. Avevamo eccepito la nullità e poi chiesto l’assoluzione. C’è una giurisprudenza solida, sia di merito, sia di Cassazione».

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