Irruzione rom al pronto soccorso Individuati responsabili dell'aggressione
Un fotogramma dell’arrivo dei rom in ospedale

Irruzione rom al pronto soccorso
Individuati responsabili dell'aggressione

Il fatto si era verificato il 31 luglio, un infermiere era stato aggredito e colpito al volto.

Si tratta di due componenti della famiglia Hudorovich-Nicolini, stanziali nella bassa bergamasca a cui si è arrivati attraverso l’acquisizione d’informazioni da parte dei testimoni presenti la sera dell’aggressione e grazie al numero di informazioni della Squadra Mobile sui rom presenti sul territorio della nostra provincia. I due soggetti, convocati lunedì 13 agosto in Questura hanno ammesso le proprie responsabilità in ordine ai fatti accaduti, giustificando il loro comportamento a causa di un presunto ritardo nella prestazione delle cure che avrebbe, a loro dire, comportato un aggravamento della situazione sanitaria della bambina.I due sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria rispettivamente per violenza a pubblico ufficiale ed interruzione di pubblico servizio. La tempestività dell’intervento ed i successivi mirati approfondimenti investigativi hanno permesso di individuare l’autore dell’aggressione, allontanatosi ancor prima dell’arrivo della Polizia di Stato e circoscrivere le responsabilità di un secondo individuo relativamente al turbamento della regolare attività del Pronto Soccorso.

Il fatto si è verificato lo scorso 31 luglio. Un gruppo di circa trenta rom ha fatto irruzione all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo accompagnando una minore bisognosa di cure per una seria ferita accidentale ad una mano. Il gruppo aveva chiesto cure immediate per la bambina mentre il personale medico stava valutando la gravità della situazione. Ne era nato un alterco perchè il personale infermieristico era stato accusato di non essere abbastanza tempestivo. Nel corso della discussione, uno dei rom ha colpito al volto un infermiere che stava cercando di fare uscire all’esterno del padiglione di pronto soccorso tutti i soggetti non bisognosi di cure. Nell’immediatezza del fatto sono intervenute le volanti ed una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri ed investigatori della dipendente Squadra Mobile

«Ci complimentiamo con la Questura di Bergamo per le veloci indagini sui responsabili dell’aggressione al Pronto soccorso dell’Ospedale Giovanni XXIII che ha visto coinvolta una trentina di rom» dichiarano i parlamentari leghisti Simona Pergreffi e Daniele Belotti. «Non appena diffusa la notizia dell’aggressione a un infermiere e all’invasione nella shock room – continuano Pergreffi e Belotti – avevamo presentato un’interrogazione ai ministri della Salute e dell’Interno per chiedere che fossero individuati al più presto e denunciati per aggressione e interruzione di pubblico servizio oltre a prevedere un rinforzo della sorveglianza del pronto soccorso al fine di tutelare la sicurezza degli operatori sanitari. Non possiamo che essere soddisfatti: in pochi giorni la questura ha identificato tutti i rom della nota e pluripregiudicata famiglia Nicolini – Hudorovic e denunciati i due autori dell’aggressione all’infermiere, inoltre il ministro Giullia Grillo ha lanciato l’idea di utilizzare i militari per la vigilanza degli ospedali, troppo spesso teatro di aggressioni a medici e infermieri».

«Quello che hanno commesso i rom al pronto soccorso del Giovanni XXIII – concludono Pergreffi e Belotti – è grave e merita ora da parte delle autorità giudiziarie la massima severità per dare un segnale chiaro di tutela verso gli operatori sanitari e gli utenti dei pronto soccorsi anch’essi vittime spesso delle prevaricazioni di bande di nomadi ed extracomunitari».

© RIPRODUZIONE RISERVATA