Lezione di cittadinanza obbligatoria
La proposta dei sindaci in Cassazione

Tra i promotori dell’iniziativa che, giovedì 14 giugno, hanno portato la proposta di legge in Cassazione anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

Un’ora alla settimana di educazione alla cittadinanza nei piani di studio delle scuole di ogni ordine e grado, come materia autonoma e sottoposta a verifica: questo prevede la legge di iniziativa popolare depositata in Cassazione da una delegazione guidata dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ne è stato il promotore e l’ha condivisa con l’Anci. Da oggi si avvia così la procedura di raccolta delle 50mila firme necessarie per consegnare la proposta al Parlamento.

La bozza prevede l’introduzione di un insegnamento autonomo, come ora aggiuntiva curriculare o, qualora non fosse possibile optare per un’ora in più, si prevede la rimodulazione degli orari delle discipline storico-filosofico e giuridiche. Sarà una commissione ministeriale ad hoc, che la legge chiede di instituire, a studiare come collocare la nuova materia nei piani di studio. Si parte dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori, con l’educazione ambientale, la lotta allo spreco di risorse, l’educazione alla legalità, e nel corso negli anni si prevede lo studio della Costituzione, delle istituzioni dello Stato e dell’Unione Europea, degli elementi fondamentali di diritto. A 60 anni dall’introduzione dell’educazione civica obbligatoria, voluta da Aldo Moro da ministro dell’Istruzione nel 1958, i sindaci ritengono di inserirsi in quel solco: fare della scuola un luogo dove far nascere e crescere il senso civico. «Assistiamo sempre più spesso a episodi di inciviltà, di incuria dei beni comuni e a problemi di convivenza. Una questione complessa che dipende anche dal fatto che è saltato quel patto sociale tra scuola, famiglia e istituzioni. Una legge è un punto da cui ripartire», dice Nardella, per il quale è anche un modo per ricordare Moro a 40 anni dalla morte. «Quando la società arriva alla sanzione ha perso la sfida - aggiunge -. E trovo naturale che la proposta parta dai sindaci, senza bandiere di partiti, ma con la sola bandiera dell’Anci.

Ora - scherza - faremo i banchetti in spiaggia per raccogliere le firme». «Noi sindaci - commenta il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro - riteniamo sia necessario rimodulare l’insegnamento dell’educazione civica in una più moderna concezione di educazione alla cittadinanza», come attività «funzionale a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità. Che vuol dire non soltanto rivendicare diritti ma anche essere consapevoli dei propri doveri. Non soltanto conoscere la Costituzione e l’ordinamento dello Stato, ma accorgersi del contributo che ogni cittadino può dare o del danno che può provocare con il proprio personale comportamento».

Oggi della delegazione arrivata a Roma che ha accompagnato Nardella hanno fatto parte il sindaco di Empoli Brenda Barnini, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il sindaco di Valdengo (Biella) Roberto Pella, il sindaco di Cerignale e coordinatore nazionale Anci piccoli Comuni Massimo Castelli, i vicesindaci di Bologna Marilena Pillati e di Gessopalena (Chieti) Mario Zulli e l’assessore alla Cultura del Comune di Casnate con Bernate (Como) Maria Grazia Sassi

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