Lo sfogo di una giovane disabile «Scrivo a chi occupa i nostri posti auto»

Lo sfogo di una giovane disabile
«Scrivo a chi occupa i nostri posti auto»

«Sono una ragazza disabile di venticinque anni: essere disabili non è una scelta. Essere disabili è una condizione e bella o brutta che sia, bisogna accettarla». Inizia così la lettera di una ragazza disabile che si sfoga con una lettera alla nostra redazione.

«Vedere costantemente automobili parcheggiate nel posto dedicato a persone come me, senza il contrassegno, è una cosa che mi fa arrabbiare. Molto aggiungerei. Ho imparato a chiamare le forze dell’ordine e segnalare a loro questa cosa. Poi qualcuno prenderà la multa? Verrà loro rimossa la macchina? Non è un mio problema. La prossima volta ci penseranno due volte prima di compiere un gesto di questo tipo. Perché, diversamente, diventa un mio problema dover girare per più di trequarti d’ora per cercare un parcheggio libero».

«Di recente ho voluto trascorrere una domenica con la mia famiglia, facendo un giro in centro Bergamo. Come è mio solito fare, cerco parcheggio in via Fratelli Calvi, e la maggior parte delle volte un paio di questi parcheggi è occupato da chi problemi non ne ha. Ho fotografato una di queste macchine senza contrassegno e l’ho postata su Facebook, nascondendo il numero di targa».

«A me e alle altre persone con disabilità, spetta di diritto parcheggiare negli spazi a noi dedicati. Farei volentieri a meno di questo privilegio se potessi usare le gambe, come le persone che parcheggiano nel posto disabili senza averne titolo. Un comportamento, questo, che denota un’autentica mancanza di rispetto».


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