Mense scolastiche, Bergamo 3ª in Italia  Salute e sostenibilità dei menu

Mense scolastiche, Bergamo 3ª in Italia
Salute e sostenibilità dei menu

Lo ha decretato il IV Rating stilato dall’osservatorio nazionale sulle mense Foodinsider. Il Comune: «Siamo tra le città più virtuose contro lo spreco alimentare, all’avanguardia per quello che riguarda il cibo biologico e a chilometro zero (grazie alla collaborazione con il biodistretto) e infine per quello che riguarda la riduzione delle carni rosse nel menu».

Bergamo sul podio per quello che riguarda i menu delle mense scolastiche: lo ha decretato il IV Rating stilato dall’osservatorio nazionale sulle mense Foodinsider, documento presentato alla Camera dei deputati. Il Comune di Bergamo balza dall’ottavo al terzo posto della classifica, grazie soprattutto al fatto che quest’anno grande attenzione è andata sulla sostenibilità del pasto a scuola.

Bergamo è tra le città più virtuose contro lo spreco alimentare, all’avanguardia per quello che riguarda il cibo biologico e a chilometro zero (grazie alla collaborazione con il biodistretto) e infine per quello che riguarda la riduzione delle carni rosse nel menu.

«Dopo avere approfondito il tema della qualità nutrizionale dei menu e della loro preparazione – commenta l’assessore all’Istruzione, Loredana Poli – negli ultimi anni abbiamo lavorato con attenzione per ampliare le occasioni di sostenibilità e solidarietà da cogliere nell’operatività del servizio di ristorazione scolastica. Lotta allo spreco, recupero delle eccedenze, relazione con realtà del territorio che condividono la visione delle food policy proposta dall’amministrazione comunale, al Tavolo sull’agricoltura, e soprattutto relazioni strutturate e continue con le scuole e le associazioni dei genitori su azioni e temi specifici che hanno contribuito alla crescita in condivisione e collaborazione del sistema dell’istruzione del primo grado della città».

Quest’anno l’osservatorio sui menu scolastici di Foodinsider misura la salute e la sostenibilità del pasto a scuola. La metrica dell’indagine attinge ai parametri del Green public procurement, e delle linee di indirizzo contro lo spreco alimentare pubblicate dal ministero della Salute insieme alle Raccomandazioni dell’Oms e dello Iarc sui corretti stili alimentari. A fronte dell’emergenza climate change in atto, anche la mensa scolastica, e con essa tutta la ristorazione collettiva, può e deve fare la sua parte. Il modo con cui i bambini mangiano a scuola può aumentare o ridurre quel 25% di emissioni di gas serra di cui è responsabile il sistema alimentare.

Il panel oggetto dell’indagine di Foodinsider raccoglie i menu di 52 Comuni rappresentativi del territorio nazionale da nord a sud Italia, per un totale di 550.000 pasti al giorno. Il risultato dell’indagine di Foodinsider relativa ai menu serviti nell’anno scolastico appena finito restituisce la fotografia di una realtà disomogenea di mensa, evidenziando una sovrapposizione tra menu sani e sostenibili. Il 22% del panel risulta virtuoso (fascia ‘buono’ e ‘sostenibile’), un 30% mostra una sensibilità verso l’ambiente ma con margini di miglioramento, il 48% è ‘sufficiente’ con poche attenzioni verso la sostenibilità, mentre un 4% risulta ‘insufficiente’ con menu da rivedere sia per equilibrio della dieta che per impatto ambientale. L’obiettivo dell’indagine è quello di mappare la realtà delle mense scolastiche e di registrarne l’evoluzione nel tempo, identificare e diffondere le best practice e con esse i driver del pasto sostenibile. La convinzione è che da questi dati si possa maturare una maggiore consapevolezza sul valore del cibo e il suo impatto sull’ambiente e innescare un processo virtuoso di cambiamento verso uno stile alimentare più responsabile.


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