Minacce, Liliana Segre sotto scorta
La senatrice a Bergamo il 29 novembre

L’Università di Bergamo le ha conferito il massimo titolo accademico, il dottorato di ricerca honoris causa in Studi umanistici transculturali, che le sarà conferito in occasione della cerimonia di apertura dell’Anno accademico.

In seguito alle minacce via web e allo striscione di Forza nuova esposto nel corso di un appuntamento pubblico a cui ha partecipato di recente a Milano, il prefetto Renato Saccone ha deciso di assegnare la tutela alla senatrice a vita Liliana Segre, ex deportata ad Auschwitz, che, da giovedì 7 novembre, avrà due carabinieri (in borghese) che la accompagneranno in ogni suo spostamento. Proprio giovedì, nel suo primo appuntamento pubblico, la senatrice non ha voluto fare alcun commento: «Non voglio rilasciare nessuna dichiarazione, voglio solo guardare la mostra», ha detto all’anteprima stampa dell’esposizione «Nei palchi delle Scala-Storie milanesi» al museo del teatro prima di essere accompagnata a visitarla da Pierluigi Pizzi, il regista e coreografo che ne ha curato l’allestimento.

Liliana Segre sarà a Bergamo il prossimo 29 novembre: l’Università di Bergamo le ha conferito il massimo titolo accademico, il dottorato di ricerca honoris causa in Studi umanistici transculturali, che le sarà conferito in Aula magna, in occasione della cerimonia di apertura dell’Anno accademico. «Il conferimento del massimo titolo accademico a Liliana Segre vuole rappresentare un ulteriore e sentito riconoscimento non solo per le testimonianze e pubblicazioni effettuate ma soprattutto per l’attività svolta nella promozione della consapevolezza in tema di tutela e riconoscimento dei diritti fondamentali e inalienabili degli individui – ha spiegato il rettore Remo Morzenti Pellegrini –. Oltre all’elevato valore storico-memorialistico, assume anche una dimensione etica ed educativa: il suo impegno negli incontri con le giovani generazioni si configura infatti come una vera e propria missione educativa, facendo capire quanto cruciale e indispensabile sia il consolidamento e il radicamento dei valori della dignità umana, dell’eguaglianza, del rispetto e della promozione dei diritti», ha concluso il rettore.

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