Negozi chiusi domenica e festivi? «No a provvedimenti troppo rigidi»

Negozi chiusi domenica e festivi?
«No a provvedimenti troppo rigidi»

Avviato l’iter parlamentare. Ascom e Confesercenti: rispettare il riposo ma no a provvedimenti troppo rigidi.

Niente più negozi aperti tutte le domeniche o nei giorni festivi: il M5S e la Lega hanno deciso di far partire alla Camera l’iter di una serie di proposte di legge che puntano a chiudere l’era delle liberalizzazioni del governo Monti, prevedendo solo qualche deroga. La commissione attività produttive di Montecitorio ha incardinato un pacchetto di provvedimenti, tra cui quelli a firma della presidente della commissione e deputata leghista Barbara Saltamartini e dell’attuale sottosegretario allo sviluppo economico Davide Crippa (M5S), che fissano una serie di paletti alla possibilità di tenere alzate le saracinesche per gli esercizi commerciali. In programma, spiega la deputata Giorgia Andreuzza, capogruppo della Lega in commissione Attività produttive della Camera, un «fitto ciclo di audizioni» con l’obiettivo di mettere a punto misure che «non penalizzino il commercio, in particolare quello di prossimità e le botteghe storiche e, dall’altra, restituiscano alle famiglie una dimensione socio-economica più a misura d’uomo». Lo stop alle liberalizzazioni introdotte con il Salva-Italia ci sarà ma prevederà anche deroghe «per città d’arte e turistiche», assicura la Lega. Nelle prossime settimane servirà un lavoro di limatura per raggiungere un accordo all’interno della maggioranza: la proposta della Lega è più restrittiva di quella degli alleati pentastellati. Nella versione a firma Saltamartini sono le Regioni, sentiti gli enti locali, a mettere a punto il calendario ma le uniche deroghe concesse sono quattro domeniche di dicembre e altri 4 giorni (fra domeniche e festivi) nel corso di un anno. Nella versione pentastellata spetta sempre alle Regioni stabilire le nuove regole prevedendo dei turni fra i negozi che non potranno essere aperti per più di una domenica al mese.

«Ben venga il dibattito pubblico su questo tema – dice il direttore di Confesercenti Bergamo, Filippo Caselli – senza dimenticare che il commercio ha delle implicazioni sociali, non solo economiche. Servono regole per uno sviluppo equilibrato del commercio che consideri i grandi, i piccoli e l’e-commerce. Siamo favorevoli a un regolamento che riconosca il valore sociale di alcune feste e il diritto al riposo dei lavoratori. Si cerchi il giusto equilibrio». «È necessario arrivare ad una normativa snella e chiara – dice Oscar Fusini, direttore di Ascom Bergamo –. Temiamo, però, che norme troppo restrittive finiscano col danneggiare il settore. Troviamo giusto che i negozi debbano chiudere in occasione di certe festività ma chiediamo che anche i centri di smistamento Amazon vengano equiparati al commercio al dettaglio. Altrimenti si finirà col favorire le vendite on line».

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