«Nostro padre salvato due volte dalla stessa mano a 20 anni di distanza»

«Nostro padre salvato due volte
dalla stessa mano a 20 anni di distanza»

Un bergamasco salvato dallo stesso medico a 20 anni di distanza dal primo intervento. Pubblichiamo la lettera inviata dalle figlie che raccontano questo curioso caso.

Scriviamo questa lettera per raccontare una storia che nostro padre anziano non riuscirebbe a fare, per una serie di motivi non solo legati alla sua età, ma con la certezza che ogni nostra parola sia totalmente condivisa da lui. Trovare le parole giuste, per raccontare la sua storia e per ringraziare qualcuno in modo sincero e profondo, in quest’epoca di social, di comunicazione esasperata e spesso sterile, risulta un’impresa davvero ardua. Ci proveremo, pur consapevoli che a volte le parole delimitano spazi che dovrebbero invece risuonare infiniti.

Nostro padre nasce in una famiglia con un elevato rischio di cardiopatie; suo fratello muore a 33 anni d’infarto e lui a 45 anni ha il primo infarto e, un paio d’anni dopo, il secondo. Siamo agli inizi degli anni Ottanta e alle prime esperienze di disostruzione delle coronarie. Papà viene trasportato agli Ospedali Riuniti di Bergamo e, fortunatamente, incontra per la prima volta sulla sua strada un giovane e promettente medico, il dott. Orazio Valsecchi che, con approccio umano e gentile ma con mano già sicura e professionale, lo opera salvando così la vita ad un altrettanto giovane padre di famiglia.

Durante tutta la sua lunga vita papà ha ricordato sempre con estrema tenerezza e gratitudine quanto aveva fatto per lui quell’angelo e spesso, nei suoi discorsi, ricorreva il nome del dott. Valsecchi.

Nel corso degli anni nostro padre ha subito innumerevoli ricoveri e la sua vita è sempre stata segnata da grandi sofferenze ma la sua fortuna e la nostra, che ne seguivamo le vicende trepidanti, è stata quella di incontrare sempre medici con la M maiuscola! Veri professionisti, appassionati e impegnati nell’assolvere la loro «missione» con umanità e umiltà. Tra questi il carissimo dott. Vittorio Giudici, primario della Riabilitazione cardiologica dell’ospedale Bolognini di Seriate che lo ha seguito per anni, con particolare e umana professionalità. La Buona sanità esiste, esistono i buoni medici e di questo vorremmo oggi testimoniare con la nostra lettera.

Qualche mese fa le condizioni di nostro padre sono peggiorate, e i medici che lo avevano in cura ci hanno chiaramente spiegato che, solo con la terapia medica, la prognosi era infausta ed entro pochi mesi si sarebbe spento. Nostro padre ha 84 anni ma è una persona ancora molto lucida e con una grande voglia di vivere. Si è reso conto della gravità della sua situazione e con gli occhi imploranti ci chiedeva di fare qualcosa. Così quando i medici ci hanno prospettato, come ultima soluzione, un tentativo chirurgico di sostituzione della valvola aortica, con tecnica non cardiochirurgica ma mini invasiva di cardiologia interventistica, ancorché non priva di rischi, noi abbiamo accettato subito; soprattutto perché, informandoci, abbiamo saputo che l’intervento lo avrebbe effettuato il primario della Cardiologia interventistica dell’ospedale Papa Giovanni, con nostra grande sorpresa, abbiamo scoperto essere proprio lo stesso dott. Orazio Valsecchi.

Anche papà, appena lo ha saputo, si è subito rasserenato e, nonostante la preoccupazione, in lui è nata la certezza che sarebbe andato tutto per il meglio. Ancora una volta i suoi passi si sono incrociati con quelli del dott. Valsecchi che con perizia ha effettuato, sul cuore di nostro padre, un delicatissimo intervento, che si è risolto nel migliore dei modi. Uscendo dalla sala operatoria il dott. Valsecchi ha avuto parole di sincera soddisfazione e di affettuosa vicinanza, in primis per il suo paziente e poi per noi tutti, mostrando quanto egli sia una persona davvero unica e speciale e quanto sia appassionato e profondamente umano nello svolgere la sua professione.

La vita di nostro padre e della nostra famiglia è stata segnata dall’ incontro con le mani e con il cuore speciale di questo medico. Lo abbiamo conosciuto all’inizio della sua carriera e ritrovato forse al termine del suo straordinario percorso professionale, nel quale chissà quante vite ha salvato!

Ringraziamo quindi di cuore il dott. Orazio Valsecchi per tutto quello che ha fatto per noi, augurandogli una lunga vita costellata di riconoscimenti e grandi soddisfazioni, sperando che queste nostre sincere e semplici parole gli giungano gradite.

Le figlie del signor Pietro Alborghetti


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