Padre Francesco Spinelli sarà santo La cerimonia il prossimo 14 ottobre

Padre Francesco Spinelli sarà santo
La cerimonia il prossimo 14 ottobre

Padre Francesco Spinelli, fondatore della congregazione delle Suore Sacramentine, sarà proclamato Santo da Papa Francesco il prossimo 14 ottobre.

L’annuncio è stato dato dallo stesso Papa nel corso della celebrazione dell’Ora Terza e del Concistoro ordinario pubblico per la canonizzazione di alcuni beati. Insieme a Padre Francesco Spinelli saranno proclamati Santi anche Papa Paolo VI, l’arcivescovo di San Salvador Oscar Arnulfo Romero Galdámez, Vincenzo Romano, sacerdote diocesano; Maria Caterina Kasper, vergine, fondatrice dell’Istituto delle povere ancelle di Gesù Cristo; Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù – al secolo Nazaria Ignazia March Mesa – vergine, fondatrice della Congregazione delle suore missionarie crociate della Chiesa.

Francesco Spinelli nasce a Milano, il 14 aprile 1853, da genitori di origine bergamasca. Seguendo i genitori, che erano al servizio dei marchesi Stanga, abitò anche per qualche tempo in Cremona, dove frequentò le elementari e ricevette la Cresima nella parrocchia di Sant’Agata. Ospite di uno zio sacerdote, frequentò il liceo a Bergamo e qui, entrato in Seminario, venne ordinato sacerdote nel 1875.

Nell’autunno è a Roma per il Giubileo, nella basilica di Santa Maria Maggiore si prostra ai piedi della culla di Gesù Bambino: “Mi sono inginocchiato, piansi, pregai, e sognai uno stuolo di vergini che avrebbero adorato Gesù in Sacramento”. Sogno, visione, intuizione? Per don Francesco l’incarnazione storica di Gesù continua con l’incarnazione quotidiana del Pane Eucaristico, quale presenza d’amore per tutti, da adorare e servire nei poveri.

Il 15 dicembre 1882, fonda, insieme a Caterina Comensoli, l’Istituto delle Suore Adoratrici, a Bergamo. Preso infatti dalla passione per Dio e per gli uomini, egli dà vita ad un Istituto, il cui scopo è “attingere l’amore più ardente dall’Eucaristia celebrata e adorata per riversarlo sui più poveri fra i fratelli”. Egli per primo spende la sua vita in ginocchio davanti all’Eucaristia e davanti ai fratelli, in cui vede la presenza di Gesù da amare e da servire con amore e compassione incondizionata.

Il 4 marzo 1889, causa un dissesto finanziario, in cui involontariamente è coinvolto, viene licenziato dalla diocesi di Bergamo e accolto nel clero di Cremona dal grande cuore di mons. Geremia Bonomelli. A Rivolta d’Adda continua l’Istituto delle Suore Adoratrici.

Lungo la sua vita, costellata di grandi prove, vive e insegna l’arte del perdono più smisurato, perché di fronte al nemico si può applicare solo “la vendetta di un infinito amore”.

Muore il 6 febbraio 1913 a Rivolta d’Adda (CR). È beatificato da san Giovanni Paolo II il 21 giugno 1992 presso il Santuario di Caravaggio.


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