Papu: «Ispirato da Riquelme e Del Piero» Contro il Lione attesi 15mila tifosi in Emilia

Papu: «Ispirato da Riquelme e Del Piero»
Contro il Lione attesi 15mila tifosi in Emilia

Papu in un’intervista al sito della Uefa dice che i suoi maestri sono Simeone e Gasperini.

«Da ragazzo ammiravo molto Pablo Aimar, un giocatore con caratteristiche simili alle mie: trequartista, non tanto alto e rapido. Altri due grandi giocatori che mi hanno ispirato sono stati Juan Riquelme e Alessandro Del Piero. Ricordo anche il grandissimo Parma che vinse nel 1999 la Coppa Uefa: c’erano tanti argentini come Veron, Almeyda, Sensini, Balbo, Crespo senza dimenticare campioni come Cannavaro e Buffon». Questo è un brano della lunga intervista pubblicata dal sito della Uefa a Papu Gomez, l’attacante atalantino all’antiviglia del match contro il Lione a Reggio Emilia ha rilasciato alcune dichiarazioni.

Elogi a Simeone: «E’ un grandissimo motivatore, un allenatore di altissima qualità. Mi ha allenato al San Lorenzo e anche a Catania per sei mesi. Ho imparato tantissimo da lui soprattutto durante il mio periodo in Argentina. Lui mi faceva giocare in un ruolo che non era per me naturale e mi diceva che quando sarei andato in Europa mi avrebbero posizionato proprio lì, come esterno d’attacco. Mi ha insegnato questo ruolo».

L’Atalanta nel cuore: «L’Atalanta è una squadra storica del calcio italiano. È una delle ’big’ di provincia che ha disputato più campionati in Serie A. È un club molto importante. I tifosi sono molto passionali, seguono la squadra ovunque e questo è un grande vantaggio per noi. Il ritorno in Europa è stato un traguardo storico, questo gruppo e quello dell’anno scorso rimarranno per sempre nella storia. Sono felicissimo per la città che dopo 26 anni è tornata a giocare una competizione europea. Ci sono tre generazioni che ci seguono allo stadio e che sono molto entusiaste e orgogliose di noi».

L’importanza dell’attuale allenatore Gasperini: «È un tecnico importante per me e per la mia carriera. Ha modificato un po’ la mia posizione in campo: ho sempre interpretato il ruolo di esterno d’attacco, difendendo e attaccando lungo tutta la fascia. Da quando c’è lui, con questo sistema di gioco, riesco a farmi trovare più vicino alla porta, per questo segnare di più e fare più assist. Anche livello umano c’è grande intesa e un ottimo rapporto con lui».

E giovedì c’è attesa nonostante la qualificazione già conquistata per la partita con il Lione che darà la definitiva posizione in classifica dei neroazzurri. E per l’occasione saranno circa 15 mila i tifosi al seguito della squadra a Reggio Emilia.

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