Prostituzione, il mistero del sesto uomo «Niente fuga, è solo in vacanza»

Prostituzione, il mistero del sesto uomo
«Niente fuga, è solo in vacanza»

Parla il legale di Corrado Fumagalli, presentatore televisivo coinvolto nella vicenda.

«Il mio assistito non è scappato, si trovava già all’estero per suoi impegni presi precedentemente . Per sua abitudine a gennaio è sempre via, è una sua abitudine. Provvederò a parlare con lui e nei prossimi giorni con il procuratore». Benedetto Maria Bonomo è il legale di Corrado Fumagalli, presentatore televisivo che in passato ha condotto trasmissioni hot su canali privati lombardi. È lui il sesto uomo destinatario dall’ordinanza del gip di Brescia Alessandra Sabatucci nell’inchiesta sulla prostituzione minorile che ha portato all’arresto finora di 11 persone, 5 delle quali bergamasche.

In effetti, su uno dei suoi (tanti...) profili Facebook, è stato pubblicato un suo video girato a Salvador, in Brasile, e datato 8 febbraio. Che qualcuno ha però rimosso poche ore dopo la nostra pubblicazione.

Ieri pomeriggio Salvador #HarmoniaDoSamba #carnaval

Pubblicato da Corrado Fumagalli Cinque su Lunedì 8 febbraio 2016

L’ordinanza ha colpito il parroco di Solza don Diego Rota, 45 anni, un agente della polizia locale di Boltiere, Egidio Bosio, 54 anni di Albino, un allenatore delle giovanili dell’Acos di Treviglio, Cristian Zilli di 42 anni, Pier Luigi Rossi, 49 anni, assicuratore di Bergamo ed Ettore Tucci, 40 anni di Bergamo, impiegato e volontario del gruppo alpini di Fiorano al Serio. I carabinieri hanno sequestrato nelle loro abitazioni computer, cellulari, tablet e hard disk che saranno oggetto di una perizia tecnico informatica alla ricerca di fotografie, filmati, materiale pedopornografico, contatti telefonici. Si cerca infatti di ricostruire l’intera rete dei clienti del gruppo di ragazzini che si prostituivano in cambio di soldi, cellulari, cene da McDonald’s e ingressi a Gardaland. E di stabilire al contempo se gli indagati avessero contatti con altri minorenni. Sono accertamenti a cui hanno diritto di partecipare anche i consulenti nominati dagli indagati e che richiederanno settimane, se non mesi, per essere completati. Il pm non ha ancora affidato gli incarichi.


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