Rubavano e rivendevano auto di lusso
17 arresti, coinvolta la Bergamasca

È partita da un controllo stradale effettuato su un camion bisarca a Muggió (Monza) l’indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza in collaborazione con il Nucleo Investigativo regionale della polizia penitenziaria, che ha portato all’esecuzione di 17 misure cautelari e patrimoniali per associazione a delinquere finalizzata al furto e al riciclaggio di auto di lusso.

I carabinieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito 17 misure cautelari e patrimoniali nelle province di Monza, Milano, Pavia, Bergamo e Chieti, emesse dal gip del Tribunale di Monza. Gli investigatori, coordinati dal pm Franca Macchia, hanno smantellato un’organizzazione verticistica composta per lo più da cittadini albanesi e italiani, con precisi ruoli affidati a ciascun componente, capace di rubare, smontare e sostituire i telai delle auto di lusso rubate, Bmw, Audi, Range Rover e Jaguar, che venivano poi rivendute sia in Italia che all’estero, in particolare in Germania, Albania e Montenegro. Le vetture, rubate in posteggi di hotel di lusso, in aree di sosta custodite e in posteggi dell’aeroporto internazionale di Milano Malpensa (Varese), venivano rubate con l’utilizzo di disturbatori «Jammer» capaci di bloccare antifurti e gps, nascoste in box affittati sotto falso nome e con falsi documenti, smontate e spedite in pezzi con numeri di telai e centraline modificati, oppure rimontate su telai di auto incidentate acquistate a poco prezzo. Quindici le vetture sequestrate durante le indagini, partite nel marzo scorso, per un valore di un milione e settecentocinquanta mila euro. Il giro d’affari stimato per l’organizzazione era però presumibilmente superiore.

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