Sfratti, impennata nella Bergamasca Nel 2018 sono stati 697:    più 59%

Sfratti, impennata nella Bergamasca
Nel 2018 sono stati 697: più 59%

I dati del ministero dell’Interno: i provvedimenti esecutivi nel 2018 sono stati 697, facendo segnare un 59,13% rispetto all’anno precedente (438). Il Sunia Bergamo: il disagio abitativo non può essere risolto con strumenti tampone, ma si deve affrontare con una visione di medio-lungo periodo: il governo e il Parlamento devono mettere nella loro agenda la priorità «casa» con politiche serie di sostegno all’affitto e aumentare l’offerta di alloggi residenziali pubblici.

I dati sugli sfratti relativi al 2018 pubblicati dal ministero dell’Interno consegnano un quadro, sebbene in leggera diminuzione rispetto al 2017, in cui il numero rimane elevato e di rilevanza sociale. «La negatività rappresentata dai dati sugli sfratti e la conseguente ricaduta di tale provvedimento sono la rappresentazione reale della difficoltà economica delle persone – spiega in una nota Luisella Gagni, segretaria generale Sunia-Bergamo –: assenza di soluzioni alternative, con affitti troppo alti per redditi troppo bassi e senza alcun sostegno né indiretto (ricordiamo che il fondo per la locazione è praticamente azzerato da anni) né diretto (l’offerta di edilizia pubblica è da tempo ai minimi storici)».

Per quanto riguarda Bergamo e provincia i dati evidenziano la pesante controtendenza peggiorativa rispetto al dato nazionale e al dato regionale, rappresentato da una lieve diminuzione del numero degli sfratti: i provvedimenti esecutivi di sfratto nel 2018 sono stati 697, facendo segnare un 59,13% rispetto all’anno precedente (438). Le richieste di esecuzione sono passate da 2.491 del 2017 a 2.696 con un aumento del +8.23%. Le esecuzioni di sfratti con la forza pubblica sono salite a 668 nel 2018, con un aumento del 23,25% rispetto all’anno precedente.

«I dati confermano innanzitutto che il fenomeno della morosità è un dato strutturale del disagio abitativo e questa tipologia di sfratto rappresenta una percentuale vicina al 90% del totale delle sentenze emesse – spiega ancora il Sunia – . Rispetto alla situazione del numero degli sfratti a Bergamo e in provincia il Sunia denuncia la criticità e evidenzia che il disagio abitativo è paragonabile ed equiparabile al problema lavorativo e non può essere risolto con strumenti tampone, ma si deve affrontare in maniera organica il problema con una visione di medio-lungo periodo: il governo e il Parlamento devono mettere nella loro agenda la priorità «casa» con politiche serie di sostegno all’affitto e aumentare l’offerta di alloggi residenziali pubblici».

Il Sunia, insieme alle altre organizzazioni degli inquilini e a Federcasa ( Associazione degli ex Iacp) chiedono a governo e Parlamento una convocazione di un’assemblea generale sulla casa da tenersi alla ripresa autunnale. A livello provinciale Il Sunia, insieme a Cgil, Cisl e Uil, chiedono la riattivazione di un tavolo e di un osservatorio con istituzioni e Prefettura.


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