Sofia Goggia finisce sul vocabolario La sciatrice riscrive la voce «discesa»

Sofia Goggia finisce sul vocabolario
La sciatrice riscrive la voce «discesa»

La campionessa del mondo bergamasca finisce sul vocabolario Zanichelli 2019 insieme a Bebe Vio e Vasco Rossi.

«Un meraviglioso viaggio introspettivo che porta a sentire l’anima nobile e pura della propria disciplina»: così la sciatrice bergamasca Sofia Goggia riscrive la voce «discesa» del Vocabolario della lingua italiana Zanichelli 2019. La campionessa olimpica di discesa libera a Pyeongchang 2018 e vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera nel 2018 è tra gli 11 personaggi famosi che hanno scritto le «definizioni d’autore» dello Zingarelli 2019 e hanno così dato il loro contributo per riflettere sul significato delle parole. Tra gli altri ci sono anche Bebe Vio e Vasco Rossi.

Vasco Rossi è l’autore naturalmente della voce «spericolato». E chi, se non il rocker che nel 1983 cantava al Festival di Sanremo «Voglio una vita spericolata… una vita come quelle dei film», poteva scrivere questa «Definizione d’autore» per la nuova edizione del Vocabolario della lingua italiana? Dopo la canzone «Vita spericolata» la parola «spericolato» è entrata nell’immaginario collettivo quasi con un’accezione nuova, legandosi in modo indissolubile alle note di quel brano. «Spericolato, rischioso, avventuroso. Nel senso che dice Nietzsche, vita vissuta pericolosamente e pienamente accettandone le sfide, i rischi, le fatiche, le gioie e le sofferenze. Cercare di prevenire e affrontare gli ostacoli, non evitarli. Rifiutai un lavoro sicuro in banca per inseguire il mio sogno di vivere di Musica e Parole, una vita non garantita, non omologata, indipendente. Fare cose spericolate significa fare esercizio, ripetere e imparare. Rischiare, ma portare sempre a casa la pelle» si legge in «spericolato».

Le «Definizioni d’autore» sono inserite a corredo della scheda lessicografica della parola stessa. Il vocabolario della lingua italiana ha invitato esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, della scienza, dello sport e del costume italiani a scrivere una riflessione su una parola tratta dal dizionario che potesse essere rivelatrice della loro personalità e del loro lavoro. Nel corso degli anni 127 personalità, da Armani a Verdone, hanno dato un contributo speciale illustrando altrettante voci.

Tra i più recenti contributi, quello della sciatrice Sofia Goggia che ha indicato come nella voce «discesa» ci sia «…un meraviglioso viaggio introspettivo che porta a sentire l’anima nobile e pura della propria disciplina…». L’attrice napoletana Cristina Donadio, ha commentato «verace»: «…Se le parole hanno un’anima, verace ha un’anima divisa in due, proprio come la mia città…». E Aldo Grasso nella sua definizione di «televisione» ha concluso che «…quando capiremo la differenza tra vedere e guardare, capiremo anche cos’è la televisione…». Infine Bebe Vio, la campionessa di scherma paralimpica alle prese con la definizione di «sogno» afferma che «…sognare non basta: devi volere, programmare, inseguire, sudare…»


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