Stop ai maxi conguagli nelle bollette Tetto ai consumi per luce, acqua e gas

Stop ai maxi conguagli nelle bollette
Tetto ai consumi per luce, acqua e gas

La Legge di stabilità 2018 vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di richiedere dei maxi conguagli in bolletta.

Stop ai maxi conguagli nelle bollette di acqua, luce e gas per consumi avvenuti più di due anni prima e che spesso hanno generato bollette stratosferiche. «Il fenomeno delle maxi-bollette e dei conguagli è una delle problematiche più frequenti, e più fastidiose per i consumatori, che vengono segnalate ai nostri sportelli – dice Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo –. È dovuto principalmente, da un lato, ai blocchi di fatturazione che possono riguardare i sistemi di alcune grandi aziende del settore e, dall’altro, dalle difficoltà, dai ritardi e dagli errori di comunicazione tra i distributori locali (i soggetti che si occupano della gestione dei contatori e delle reti di elettricità, gas e acqua) e i venditori (i soggetti che fatturano i consumi e ci inviano a casa le bollette)».

«Il settore gas è quello che risente maggiormente del fenomeno non essendo ancora molto diffusi i contatori elettronici telegestiti (in grado cioè di comunicare automaticamente i consumi) – spiega Adicunsum –. È possibile, quindi, che, a seguito di una autolettura comunicata dal cliente o della rilevazione della lettura da parte del distributore locale o a seguito del cambio del misuratore, vengano emessi maxi conguagli che reclamano tutti i consumi non precedentemente addebitati».

La Legge di stabilità 2018 ha introdotto lo stop ai maxi conguagli e di fatto vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima (che spesso hanno generato bollette stratosferiche con conguagli anche, per migliaia di euro), e la norma vale per tutte le componenti della bolletta, sia quelle variabili che quelle fisse.

L’Autorità per l’energia è intervenuta dopo numerose segnalazioni da parte delle associazioni dove si denunciava che in vari casi i distributori stanno richiedendo il pagamento delle quote legate alla potenza di bollette «scadute», sostenendo che solo le quote legate ai consumi possano usufruire della prescrizione.

«Sono stati nel recente periodo una decina le persone che si sono rivolte a Adiconsu per casi del genere – spiega Busi –. Ricordiamo che per l’elettricità le disposizioni valgono per le fatture la cui scadenza è successiva al primo marzo 2018, per il gas dopo il primo gennaio 2019 e per l’acqua si partirà dal primo gennaio 2020. Le norme si riferiscono sia a utenti domestici che a microimprese (cioè le aziende con meno di 10 dipendenti oppure con un bilancio annuo sotto ai 2 milioni di euro) ma, per il gas ed elettricità, si applicheranno anche ai rapporti tra venditori e distributori».

Nel caso di ricezione di una maxi -bolletta o di un conguaglio è fondamentale attivare il prima possibile le azioni di tutela formali e per questo gli sportelli di Adiconsum offrono assistenza, per verificare la correttezza delle letture riportate in fattura e, in caso di errori, contestarla con un reclamo scritto redatto per conto dell’assistito; gestire la pratica direttamente con l’azienda anche grazie ai canali diretti esistenti; se i consumi superano il periodo previsto per la prescrizione contestarla e verificare lo storno degli importi non dovuti; gestire le eventuali azioni successive, in particolare le procedure di conciliazione paritetica o presso il servizio di Conciliazione dell’Autorità dell’energia.


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