Un «raggio verde» sui nostri santuari In 300 pagine le storie di 41 prodigi

Un «raggio verde» sui nostri santuari
In 300 pagine le storie di 41 prodigi

La devozione popolare in un libro di don Campagnoni corredato dalle illustrazioni di Gamba.

Un viaggio nei secoli per riscoprire la devozione popolare attraverso fede, storia e tradizioni che caratterizzano 41 santuari mariani bergamaschi. Un viaggio coinvolgente che fa emergere anche la vita di una comunità e le fatiche dei padri per costruire queste chiese in epoche di diffusa povertà.

Questo viaggio viene offerto dal volume «Il raggio verde. Storie bergamasche di devozione popolare» (304 pagine, 7° volume della collana «Le sette ceste», corredato dalle immagini di Umberto Gamba). Ne è autore don Martino Campagnoni, 92 anni, nativo di Costa Volpino, laureato in Teologia e in Filosofia. Dal 1961 è direttore del Patronato San Vincenzo di Clusone e ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Ma perché il titolo inusuale dato al volume? «Il raggio verde – spiega don Campagnoni nella prefazione – è un fenomeno ottico visibile per pochi istanti al calar del sole. Non è facile vederlo. Facile invece l’associazione di questo spettacolare raggio verde alle apparizioni della Madonna: sono entrambi eventi rari, visibili a pochi, portatori di luce. E avvengono quando scende l’oscurità e le tenebre incombono sugli uomini. Il raggio verde – prosegue l’autore – stende sul mondo la certezza che la notte non è per sempre e l’aurora farà presto ritorno». E spesso questo «raggio verde», grazie a Maria Santissima, ha toccato la terra bergamasca nel corso dei secoli fino ad anni recenti, visto il numero notevole di santuari che costellano il territorio, che sono anche lo specchio – come ricorda l’autore – di drammi, dolori, gioie e speranze di una comunità, come le partenze per il fronte dei soldati, epidemie, gelo, siccità, inondazioni, feste per le incoronazioni.

Madonna di Salzana a Pizzino

Madonna di Salzana a Pizzino

L’autore ripercorre storia e tradizioni di ben 41 santuari bergamaschi: Bergamo (Santa Maria Maggiore, Castagna, Borgo Santa Caterina, Madonna dei Disperati), Albano, Albino (Desenzano, Madonna del Lupo, Altino, Pianto), Algua, Almenno San Salvatore, Ardesio, Basella di Urgnano, Calolzio, Casnigo, Cepino, Clusone, Colere, Dorga, Gaverina, Gerosa, Ghiaie di Bonate, Lurano, Nembro, Olmo al Brembo, Oneta, Ornica, Osio Sopra, Pizzino, Ponte Nossa, Pradalunga, Rovetta, San Giovanni Bianco, Santa Brigida, Sorisole, Sovere, Stezzano, Tavernola e altri tre extradiocesani: Caravaggio, Lovere e Treviglio, appartenenti rispettivamente alle diocesi di Cremona, Brescia e Milano. Come si evince dall’elenco, alcuni santuari sono molto famosi e frequentati, con pellegrinaggi provenienti da molte parti d’Italia. Altri sono meno conosciuti e con una devozione circoscritta a livello locale, ma sempre con storia e tradizioni davvero grandi. Per fare soltanto un esempio, viene considerato santuario anche la basilica cittadina di Santa Maria Maggiore, ma ben pochi ne conoscono l’origine, legata a una apparizione: Maria consola sia un bimbo orfano, infreddolito e affamato durante la terribile pestilenza che infierì sulla città nel 1133, sia il console di Bergamo, distrutto per la morte del figlio a cui affida il bimbo orfano. Sarà proprio questo console a dare il via alla chiesa che ora è la magnifica basilica.

Il viaggio mariano offerto dal volume conferma anche per la terra bergamasca gli studi storico-religiosi e sociologici, cioè che la pietà popolare è una componente fondamentale nell’esperienza religiosa di ogni epoca, compresa l’attuale, intrisa di insicurezze e paura del futuro. In questa ottica, la Beata Vergine Maria è un punto di riferimento, nella certezza di essere, se non esauditi, almeno ascoltati, perché nessuno meglio di una Madre può comprendere i dolori dei figli. Inoltre, se nell’immediato post-Concilio la religiosità popolare era guardata con aperta sufficienza, anche papi, vescovi e parroci ne hanno compreso la forza intrinseca nel sentirsi comunità, nell’evangelizzazione e nella pastorale ordinaria, perché anche i lontani e i distratti sono attratti dai santuari e può scattare la molla per un riavvicinamento.

Madonna delle Rose di Albano Sant’Alessandro

Madonna delle Rose di Albano Sant’Alessandro

Il volume è corredato da 40 bellissime illustrazioni di Umberto Gamba, pittore bergamasco molto prolifico, che arricchiscono iconograficamente i racconti dei santuari. «Il soggetto preferito dei miei quadri è l’umanità – racconta Gamba –. descritta nelle varie età, situazioni, dolori e gioie. Questa umanità incontra Maria che sconvolge e coinvolge, chiama e converte, abbraccia e consola. Per questo libro non ho voluto rifare immagini tradizionali legate ai santuari, ma mi sono lasciato trasportare dai loro racconti per immedesimarmi nei personaggi e nelle atmosfere, usando tecnica e linguaggio pittorico moderno e coinvolgente. Spero che queste mie immagini aiutino a far intuire il Mistero, soprattutto ai giovani». Il libro si può acquistare alla libreria Canova di Clusone, oppure direttamente da don Martino Campagnoni al Patronato di Clusone (10 euro).


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